Zona Infetta

Recensione

Scritta da Camilla
Sabato, 29 Settembre 2012
Voto:

Il k222 è una sostanza che per anni un'industria dolciaria, la "Sfizietti Zuccherosi", ha usato come conservante per i suoi prodotti, caramelle, lecca lecca e dolcetti di ogni tipo, cose che ogni essere umano consuma in media almeno un paio di volte al giorno. Ma nel corso degli anni questo additivo ha sviluppato un potente effetto collaterale che provoca nelle persone "inquinate" da tale sostanza, una trasformazione mostruosa e dilagante che muta i poveri esseri umani in vere e proprie bestie affamate di carne umana. 
Un'azienda che fino a quando il k222 non aveva mostrato le sue conseguenze, operava nell'ambito della disinfestazione, comprende di poter incrementare i propri guadagni trattando gli "inquinati" esattamente come ratti o scarafaggi, ripulendo dunque strade e case da tali famelici esseri... Ma cosa sono disposti a fare realmente i dipendenti addetti alla distruzione degli inquinati? 

Zona infetta è un libro di poco meno di 100 pagine, che, avendone il tempo, si legge in una mattinata, almeno io ho fatto così. E' una storia che ti afferra e ogni volta che giungi alla fine di un paragrafo ti costringe a continuare con il prossimo e il prossimo ancora. Le storie dei protagonisti, gli addetti alla difinfestazione degli inquinati, sono contorte e allucinanti per molti aspetti, ma hanno molto di una vita vissuta realmente. In più la questione "conservante per dolcetti" potrebbe non essere poi così lontana da una malaugurata verità, visto che ormai si parla tanto di sostanze dannose e OGM, che ingeriamo ogni giorno nostro malgrado. 

La storia è avvincente dunque, ma personalmente avrei voluto che l'autrice, la quale ti porta per mano in un racconto che piace prima di tutto a lei stessa, sviluppasse tale racconto in un romanzo molto più articolato, visto che argomenti da approfondire come gli intrecci tra i personaggi ce n'erano un bel po'. Lo stesso finale lascia un po' di amaro in bocca, per essere stato raccontato un po' frettolosamente, anche se non si esclude, anzi personalmente me lo aspetto, un secondo capitolo. 

Il mio modestissimo consiglio per Giustina Gnasso dunque è quello di osare un po' di più, il suo modo di scrivere è scorrevole e chiaro e quindi non ha nulla da temere se si butta in una storia molto più lunga e descrittiva, che impegna molto di più noi lettori e lei stessa come scrittrice.


Commenti

blog comments powered by Disqus

Sei già registrato?Loggati

Non sei registrato?Registrati

Crea il tuo account
oppure
Accedi con Facebook