Dylan Dog Maxi 17

Recensione

Scritta da DYD 666
Lunedì, 09 Luglio 2012
Voto:

Arriva l’estate e le pubblicazioni dylaniate aumentano. A fare compagnia ai fan di Dylan Dog sdraiati sotto l’ombrellone ci pensa, come ogni anno, il nuovo balenottero di Montanari & Grassani, dal 29 giugno in edicola, in collaborazione quest’anno rispettivamente con una quanto mai ispirata Paola Barbato e dei buoni mestieranti quali Giancarlo Marzano e Giovanni Gualdoni.
 

Chiamata dall’inferno (di Paola Barbato):
Dylan Dog è tra le persone che, ricevuto sul cellulare (non dell’indagatore dell’incubo, ovviamente) un sms anonimo, sapranno la data della loro morte. Questa realmente giungerà nei modi più disparati. Come vivere sapendo il giorno della propria dipartita sta arrivando? (Voto: 4)
 

La verità sommersa (di Giancarlo Marzano):
il villaggio di Cromagh non esiste più: ai primi del ‘900 venne costruita una diga e il paese, dopo essere stato evacuato, sommerso. Una strana nebbia, ultimamente, ammantando il paese sta portando oscure presenze a Nuova Cromagh, e con esse verità rimaste troppo tempo sepolte sott’acqua. (Voto: 3)
 

Vite gemelle (di Giovanni Gualdoni):
Lydia, la nuova cliente di Dylan Dog, si presenta alla sua porta dichiarando di aver visto il suo omicidio. Che sia una premonizione? (Voto: 3,5)

 

Paola Barbato torna alla grande con un’avventura intricatissima e citazionista che prende il lettore e lo catapulta all’interno della stessa. Di sicuro la migliore del trio, ricordo dei tempi che furono.

Giancarlo Marzano realizza, con il classico duo Montanari & Grassani, ai quali non si può criticare in alcun modo il loro lavoro nei tre episodi, la storia più canonica delle tre. Anche se sa di già letto in qualche Maxi passato, intrattiene per bene, non annoiando.
 

Giovanni Gualdoni, in chiusura, dimostra ancora una volta di essere sempre in bilico tra la scrittura di belle e avvincenti incubi kafkiani o banali horror da consumo veloce. Per nostra fortuna Vite gemelle si riallaccia al primo filone, essendo un tormentato gorgo nel quale perdersi e affogare, non distinguendo più cosa è vero e cosa è falso di quello che si sta leggendo.

Se fossero tutte così le storie di Dylan Dog pubblicate, la testata sarebbe molto più in salute di quanto non sia. Chi più, chi meno, è riuscito a scrivere sceneggiature avvincenti e non banali come quelle propinate saltuariamente con una certa nonchalance.
 

Note: La storia scritta dalla Barbato, prende ispirazione da pellicole come The Ring, Final Destination e The Call, citati ironicamente da Dylan Dog stesso nella prima tavola.

Nella seconda avventura di questo Maxi, è presente un personaggio chiamato Bronson, ispirato, nel nome e nelle fattezze, al famoso criminale inglese Charles Bronson, la cui storia è stata recentemente raccontata dal film biografico omonimo di Nicolas Winding Refn.

Nell’episodio che chiude il trittico, compare nuovamente il vicino bombarolo di Dylan, oltre a fare una breve comparsa il mondo di Golconda.







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