Smiley

Recensione

Scritta da Pizzo the Bad
Martedì, 21 Maggio 2013
Voto film:
Voto splatter:

Ashley è una giovane studentessa che si trasferisce a casa di Proxy per cominciare il college. Appena arrivata comincia a divertirsi con i compagni che organizzano feste tramite chat online (?). Ma ben presto viene a conoscenza di una leggenda la quale sostiene che tramite una chatroulette si possa evocare un inquietante assassino chiamato Smiley. Inizialmente Ashley pensa ad una bufala, ma quando alcuni ragazzi cominceranno a sparire dovrà presto ricredersi…

Primo lungometraggio per Michael J. Gallagher, giovane regista di 24 anni, scritto insieme a Ezra Cooperstein e Glasgow Phillips (South Park).

La pellicola riprende la storia e le atmosfere classiche degli horror anni ’90, trasferendole ai giorni nostri tramite l’evoluzione della tecnologia. In poche parole vuole creare un Ghostface del web. Sebbene la premessa sia interessante e il soggetto di Smiley veramente inquietante, l’operazione non funziona. Innanzitutto perché il film manca di credibilità; la protagonista Ashley risulta veramente troppo ingenua, non si capisce perché nessuno inizialmente (soprattutto i parenti delle vittime scomparse) informi la polizia e per quale motivo Smiley si manifesti anche quando non viene fatta esplicita richiesta (per evocarlo bisogna scrivere per tre volte “I did it for the lulz” sulla chat). Ma soprattutto non si capisce perché Ashleigh si innamori dell’emo-nerd Binder (ok, sorvoliamo).

Altra nota dolente, la recitazione.

Posso capire che i personaggi fossero talmente poco interessanti da non aver coinvolto pienamente neanche gli attori che li dovevano interpretare, ma un minimo di impegno in più non avrebbe certamente guastato. E veniamo all’assassino, Smiley, ovvero come buttare via l’unico soggetto degno di nota del film. Si, perché nonostante il killer appaia anche quando non viene evocato, durante l’intero film si vede veramente troppo poco. La pellicola si perde tra i vari dialoghi e i monologhi del professore ottenendo come risultato una discreta noia e riducendo al minimo la presenza di Smiley.

C’è da riconoscere che le intenzioni di questo teen slasher erano buone, ma è tutto il resto che non funziona. Purtroppo neanche il mediocre finale a sorpresa riesce a salvarlo.

In conclusione Smiley è un film da evitare, pieno di lacune e di situazioni poco credibili. La speranza è che il giovanissimo Gallagher abbia la possibilità di rifarsi con i suoi prossimi film. Nel frattempo vi sconsiglio di guardare questo, se non per un esercizio di masochismo.


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