SplatterContainer Logo
SplatterContainer Logo

Warm Bodies [2]

Rating: 3.00/5 (1 Vote)
Warm Bodies [2] 3.00 of 5 1 Vote.

Warm Bodies – Romeo e Giulietta in salsa Zombie!

Sgombriamo subito il campo da ogni mistificazione: la scritta che campeggia sui poster Italiani di Warm Bodies secondo cui il film sarebbe stato finanziato dagli stessi produttori di Twilight è una manovra pubblicitaria ideata dai nostri distributori, l’unica relazione tra le due pellicole è quella di essere presentate sempre dalla “Summit Entertainment”, di avere lo stesso direttore della fotografia (Javier Aguirresarobe) e la medesima responsabile del montaggio (Nancy Richardson).

 

Devo ammettere di essere andato alla proiezione per la stampa del film di Jonathan Levine (stranamente presentato nel nostro paese in anteprima mondiale) con molti pregiudizi, aspettandomi di vedere fatto a pezzi un altro mostro del cinema Horror da un nuovo emulo di Stephenie Meyer. Intendiamoci, non ho niente contro le storie romantiche scritte ad arte per un pubblico di teenagers, ma mi fa andare in bestia che la suddetta scrittrice abbia, senza alcuna necessità, voluto riscrivere stoltamente la mitologia dei Vampiri senza prima darsi la pena di leggere almeno l’opera progenitrice di Bram Stoker, con il risultato che milioni di ragazzini in tutto il mondo, senza alcuna cultura Horror, sono convinti che i discendenti di Dracula si ricoprano di una ridicola pelle dorata alla luce del sole, non abbiano canini aguzzi e volino come novelli Superman!

Warm Bodies mi ha invece piacevolmente stupito, in quanto è un'originale rivisitazione del personaggio dello Zombie visto, per la prima volta, dal suo punto di vista, ma rispettosa dei canoni di questi mostri, con una concessione ai Morti Viventi maratoneti, ma anche un omaggio al nostro Lucio Fulci (in una scena compare un DVD di Zombi 2). Tratto dall’omonimo romanzo dell’esordiente Isaac Marion, il film immagina un futuro in cui, in seguito al diffondersi di un misterioso virus, gli Zombie hanno preso il sopravvento sui vivi, con i superstiti asserragliati in città protette da altissime mura. Durante una sortita alla ricerca di medicinali, un gruppo di umani viene attaccato dai Morti Viventi ma uno di questi, R (si ricorda solo l’iniziale del proprio nome), dopo avere divorato il cervello del suo fidanzato ed averne così assorbito i ricordi, rimane inspiegabilmente ammaliato dalla giovane Julie (l’attrice Australiana Teresa Palmer) e decide di salvarla dalla carneficina, portandola nel suo rifugio, un vecchio aereo sulla pista di un aeroporto abbandonato. Dopo alcuni giorni di convivenza forzata R (Nicholas Hoult) e la ragazza si convincono che forse il processo di mutazione in cadaveri affamati di carne umana può essere invertito e cercano di informare il padre della ragazza, il generale Grigio (John Malkovich), che guida i sopravvissuti, dell’incredibile scoperta, ma dovranno scontrarsi con i pregiudizi di quest’ultimo e sopravvivere ai feroci attacchi degli “Ossuti”, Zombie che hanno ormai perso ogni emozione umana e superato il punto di non ritorno.

Fino ad oggi quasi tutte le pellicole sui cadaveri antropofagi avevano relegato queste creature a mostri privi di intelligenza, da abbattere con un proiettile in testa, ma Levine, autore anche della sceneggiatura, che già si era cimentato nell’Horror con All the boys love Mandy Lane (2006), da letteralmente loro nuova vita e grazie allo stratagemma del “Voice over”, una voce fuoricampo con cui R racconta la sua esistenza, per la prima volta sappiamo che sensazioni provano i Morti Viventi e, soprattutto, quali sono i loro pensieri, costretti a vivere una tragica esistenza fatta di solitudine e desolazione, aggrappati disperatamente agli sfumati ricordi di quando erano in vita, “non avevo mai visto trattare queste creature come individui, dotati di una prospettiva propria”, spiega il trentaduenne autore del libro, “vengono sempre usati come una specie di accessori messi sullo sfondo, pronti ad assalire i protagonisti umani. Sono sempre anonimi e meccanici”.

Girato a Montreal, all’interno di un vero aeroporto abbandonato, il “Mirabel”, ribattezzato per l’occasione “Isaac Marion International Airport”, in omaggio allo scrittore, una location davvero inquietante, messa in risalto dalla fotografia plumbea di Aguirresarobe, Warm Bodies è ovviamente una storia d’amore per famiglie epurata quindi dalle scene più violente, che non vengono mai mostrate in modo esplicito, e che forse deluderà i fans del “gore” duro e puro, “Volevamo fare un film per un pubblico di tutte le età, per cui abbiamo cercato di non farci prendere troppo la mano da tutte quelle cose che solitamente ci sono nei film sui Morti Viventi”, spiega il regista, “E’ un film di mostri che diventa una storia d’amore, abbiamo lavorato all’interno del mito degli Zombie, ma abbiamo usato questo mito come un mezzo per raggiungere uno scopo e raccontare anche qualcosa di diverso. E’ un’avventura, una storia d’amore e in parte una commedia, ma con elementi Horror”.

L’effetto sul sottoscritto, appassionato di vecchia data di questo genere, è piuttosto strano, è un po' come guardare un film porno a cui, per il passaggio televisivo, sono state tagliate tutte le scene di sesso spinto! Ma pur ritenendo titoli come Zombieland, L’alba dei Morti dementi ed il sottovalutato Fido, tra le più divertenti Horror Comedy con protagonisti i mostri creati nel 1968 da George Romero, Warm Bodies è un interessante ed intelligente evoluzione del mito che, complice anche un cast azzeccato, tra cui spiccano, oltre a Malkovich, il simpatico Rob Corddry, nel ruolo di M, lo Zombie amico di R, e l’efficace Nicholas Hoult, riesce a divertire sia i teenagers che i fans del cinema del terrore.

 

 

Copyright © Splattercontainer | Informativa sulla Privacy | Powered by Tix Production