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Roger Corman

Roger Corman

Scritto da Luca Durante in Data 16-05-2009 alle 14:10

ROGER CORMAN (1926 – )

Biografia
Nasce a Detroit, Michigan, il 5 aprile 1926, figlio di William e Ann. Trascorre un’infanzia abbastanza serena; è un ragazzo sveglio e intelligente. Iscritto al college di Beverly Hills, poi a Stanford, si laurea in ingegneria. Presso la U.S. Electrical Motors di Slauson viene assunto come apprendista ingegnere industriale: dopo tre giorni si licenzia. Roger si sente oppresso: il suo carattere esuberante ed i suoi numerosi interessi lo portano ad Oxford, per approfondire gli studi di letteratura inglese. Intanto, con quell’immenso spirito d’iniziativa che lo ha sempre contraddistinto si adatta ai mestieri più disparati: vende macchine fotografiche (di contrabbando), ha alcune commesse come fattorino (si dice di carichi non del tutto in regola con la legge). Alla fine si decide, il cinema è la sua strada. Riesce a farsi assumere alla Twentieth Century Fox partendo dalle mansioni più umili (fattorino a 32 dollari la settimana!); ma solo per poco. Un passo alla volta Roger riesce a diventare story-analist e, insoddisfatto dei soggetti che si trova a vagliare, decide di scriverne di propri. Il primo lavoro di soggettista lo vende alla Allied Artists, ed il film che ne deriva si intitola Highway Dragnet (F.B.I. Operazione Las Vegas, 1952), di Nathan Juran. Con il ricavato Corman fonda la Roger Corman Production, e produce il primo film, The Monster from the Ocean Floor (1953), subito seguito da The Fast and the Furious. Piuttosto che affidarne la distribuzione a compagnie famose, decide di aiutare due suoi amici, James Nicholson et Samuel Arkoff, che in seguito fonderanno la mitica A.I.P (American International Picture). Contemporaneamente alla carriera di produttore con il fratello Gene e spesso in associazione con la AIP, Corman esordisce nel 1955 come regista, realizzando un western, Five Guns West. Dopo altri quattro film (due dei quali western), approda al genere fantastico.

 


A questo punto con umiltà, spirito d’iniziativa e tanto talento, ha inizio una straordinaria ascesa che non ha ancor visto fine. Realizza film a ritmo pazzesco, la media è di 8-10 pellicole all'anno, impiegando spesso poche settimane per ognuno; il famosissimo The Little Shop of Horror (La piccola bottega degli orrori, 1960) conta addirittura 2 giorni ed una notte per le riprese! A volte si trova ad improvvisare soggetti e sceneggiature sul momento, praticamente direttamente sul set, con budget sempre ridotti al minimo. Passa in rassegna una molteplicità di generi, ma è evidente che sono i soggetti horror e di fantascienza quelli che meglio si confanno alla sua personalità. La cosa più straordinaria è che praticamente non sbaglia un colpo al botteghino: ogni suo film è quasi sempre uno straordinario successo di incassi che gli permette così di gestire al meglio le sue scelte artistiche. Proprio nel 1960 il suo interesse per l'horror si concretizza in uno dei più famosi (e lucrosi) filoni tratti da opere letterarie.

La AIP gli propone l’adattamento di un bellissimo racconto di Edgar Allan Poe: esce così House of Usher (I vivi e i morti, 1960). Ne realizzerà in pochi anni ben 9, non tutti dello stesso valore, ma sempre degni di nota. Rimarchevole la sua collaborazione con un altro sommo genio che lascerà un segno indelebile nella storia della fantascienza e dell’horror: lo scrittore Richard Matheson. Il suo ruolo di sceneggiatore per il "Ciclo Poe" è di fondamentale importanza, essendo alquanto arduo l’adattamento al cinema di racconti quasi sempre di appena quattro o cinque pagine. Ad ogni modo le sceneggiature da lui create prendono spesso solo spunto dai racconti originali, per poi addentrarsi in territori stilistico/narrativi più familiari a Corman.

 

Immagini tratte da "La piccola bottega degli orrori" e la spaventosa creatura di "Attack of the Crab Monsters"

 

Il successo al botteghino non rallenta di certo l’attività del regista americano; continua a produrre una grande quantità di pellicole di vari generi, ma soprattutto continua a sfornare capolavori come The Raven (I maghi del terrore, 1963), gustosa ed ironica parodia horror con un trio d’eccezione: Boris Karloff, Peter Lorre e Vincent Price. In una piccola parte si fa anche notare un giovane attore di sicuro talento: Jack Nicholson. Un altro riuscito adattamento (questa volta da uno splendido racconto di H. P. Lovecraft) è The Haunted Palace (La città dei mostri, 1963), uno dei suoi film migliori. Dopo la rottura con la AIP a causa di alcune censure a lui poco gradite, Corman gira il suo ultimo film nel 1970 (Red Baron, Il Barone rosso) e si dedica esclusivamente alla produzione. Il suo incredibile fiuto continua a funzionare a meraviglia; scoprirà o aiuterà numerosi talenti tra cui Martin Scorsese, Francis Ford Coppola, Jonathan Demme, John Landis, Joe Dante, Ron Howard e molti altri. Non pago, diventa anche un grande distributore di film stranieri in USA, come L'histoire d'Adele H di Francoise Truffaut, Il demone sotto la pelle di David Cronenberg, Amarcord di Federico Fellini, Dersu Uzala di Akira Kurosawa e tanti altri. Attualmente il numero di produzioni a suo nome corrisponde all’esorbitante cifra di 139! La sua autobiografia intitolata "How I Made a Hundred Movies in Hollywood and Never Lost a Dime" (1990) già dal titolo la dice tutta sui contenuti. Chissà quante altre sorprese ci riserberà Roger Corman: un uomo che con doti come talento, ingegno e coraggio ha dato e da tantissimo al cinema. Consacrando la sua vita ad esso si è conquistato un posto nella leggenda.

 

Lo stile, le opere
Corman è uno dei grandi padri del cosiddetto "Ghothic Horror". Insieme a Terence Fisher ha praticamente creato uno stile e soprattutto una serie di stereotipi che saranno stracopiati da quasi tutti i registi horror successivi. Inoltre, come se non bastasse, ha toccato spesso con buoni risultati tanti altri generi cinematografici, fondato 4 case di produzione e lanciato grandi talenti artistici come Coppola, Scorsese, Nicholson, De Niro, ecc. Ha firmato da regista 54 film, molti dei quali sono divenuti negli anni veri e propri classici dell’horror e della fantascienza. Lo stile "Cormaniano" è sempre facilmente distinguibile, non solo per scelte stilistiche; il suo uso della macchina da presa è sempre di gran classe con enfasi sia nei piani lunghi che nei leggendari primi piani. Un grande attore che si è creato una vera e propria carriera con queste inquadrature è sicuramente Vincent Price. Icona dell’horror, con il suo inimitabile sguardo dagli occhi di ghiaccio, le sue mille espressioni e caratterizzazioni. Tutto è stato valorizzato incredibilmente dal metodico tecnicismo di Corman nel cogliere sempre l’espressività degli attori con i primi piani, nel divenire della storia.

 

Alcuni membri del cast di "House of Usher" (I vivi e i morti, 1960)

 

Un altro cliché lanciato da Corman è senz’altro il velato erotismo che pervade alcuni suoi horror-movie. Spesso le attrici mostrano generosi decolleté e recitano in ruoli conturbanti per l’epoca. Tutto ciò gli ha dato ancor di più l’etichetta di "Re dei B-movie", ma in realtà molti addetti ai lavori smentiscono seccamente che ci fosse una reale volontà nello scegliere attrici solo per le doti fisiche. Dotato anche di un ottimo gusto fotografico, il regista americano ha dato un'impronta determinante alle ambientazioni decadenti e nebbiose con un uso caldo e avvolgente del colore, teso verso tonalità abbastanza cupe per enfatizzare la drammaticità delle storie. Parallelamente alle produzioni Hammer, che all’epoca vantavano come punta di diamante l’inglese Fisher, Corman riesce a rendere protagonisti dei suoi film quelle scenografie gotiche e tenebrose ma, al tempo stesso, così a basso costo. I suoi low-budget lo costringevano a girare più film sullo stesso set, ed alla fine l’uso della nebbia finta lo aiutava non poco a mascherare la povertà dei mezzi. Sia chiaro: i set cormaniani spesso servivano a girare più film uno di seguito all’altro, quasi come se fosse una catena di montaggio.

 

Anche le storie non sono sempre frutto di una vera e propria scelta artistica, quanto più di una scelta economica. C'è un lato mercenario con il quale Corman non ha mai problemi ad avere a che fare. Il suo è anche l’approccio del produttore, o meglio, è lo spirito dell’ingegnere: il massimo risultato con il minimo dei mezzi. Spesso le storie sono create con un occhio particolare al botteghino ed il regista di Detroit non ne fa certo un mistero; dichiara di essere consapevole del fatto di realizzare buoni film, ma non sempre opere d’arte. Ma al tempo stesso sa di farlo in maniera artigianale, in poco tempo, con pochi soldi, e tanto guadagno finale. Un occhio all’intrattenimento, un altro al messaggio di fondo, ed un altro ancora alle leggi di mercato.

 

Ancora un'immagine di "House of Usher" e le locandine di "Attack of the Crab Monsters" e "The Wasp Woman"

 

Ecco la filosofia cormaniana: una filosofia forse opinabile, ma assolutamente vincente. Alcuni classici della fantascienza sono assolutamente degni di nota sia per il risultato finale che per la solerzia con cui furono realizzati (parallelamente alle vicissitudini della vita reale che li ispirava): Not of this Earth (Il vampiro del pianeta rosso, 1956), It Conquered the World (1956), The Wasp Woman (1959), X - The Man with X-Ray Eyes (L'uomo dagli occhi a raggi X, 1963). Piccole gemme, in particolare quest’ultimo, che hanno fatto epoca. Come accennato in precedenza, il grande pubblico ha conosciuto Corman soprattutto grazie al ciclo "poesco", ovvero: House of Usher (I vivi e i morti, 1960), The Pit and the Pendulum (Il Pozzo e il Pendolo, 1961), The Premature Burial (Sepolto vivo, 1962), The Tales of Terror (I racconti del terrore, 1962), The Raven (I maghi del terrore, 1963), The Terror (La vergine di cera, 1963), The Masque of the Red Death (La maschera della Morte Rossa, 1964), e The Tomb of Ligeia (La tomba di Ligia, 1965), probabilmente il migliore della lunga serie.

 

E’ straordinario l’apporto cormaniano dato al grande E. A. Poe: nonostante le critiche di eccessiva commercializzazione, questa serie di film rappresenta un punto di riferimento per tutti gli appassionati del fantastico ed un indiscusso tributo allo scrittore bostoniano, grande icona letteraria del XIX secolo. Un caso a parte rappresenta il sopracitato The Haunted Palace (La città dei mostri, 1963), tratto da The case of Charles Dexter Ward (1927) di H. P. Lovecraft, che mantiene comunque le peculiarità registiche evidenziate per il "Ciclo Poe". Corman dimostra con questo film, che vede protagonista il solito ottimo Vincent Price, di essere uno dei pochi al mondo ad aver capito l’essenza e le atmosfere del maestro di Providence. Un sentito omaggio alla sua grandezza quindi, con una serie di citazioni colte, dai Grandi Antichi, al Necronomicon, ecc. L’impegno e l’ingegnosità profusi nei suoi film ci fanno spesso dimenticare alcune realizzazioni semplicistiche dovute al basso budget, ed alcune ingenuità narrative dovute soprattutto ai tempi ristretti di lavorazione. Un grande artigiano, quindi, capace nonostante le difficoltà di mantenere sempre buono il livello dei suoi prodotti. Considerare Corman solo per i film di carattere fantastico sarebbe comunque riduttivo. La sua firma compare in almeno 4 titoli molto importanti per la storia di Hollywood: The Wild Angels (I selvaggi, 1966), The Trip (Il serpente di fuoco, 1967), Gas-s-s-s! (1970) e The Red Baron (Il Barone Rosso, 1970). Tutto ciò a dimostrazione della sua versatilità di cineasta, sempre attento al mondo che lo circonda, e non solo a quello della sua immaginazione. Da molti anni, oramai, si dedica unicamente alla produzione, vivendo tra l'Irlanda e gli Stati Uniti. Ha ricevuto un meritato premio alla carriera consegnatogli a Parma il 2/12/2002.

 

Filmografia essenziale


Frankenstein Unbound (1990)
Red Baron, The (1971)
Gas-s-s-s (1971)
Bloody Mama (1970)
Target: Harry (1969)
De Sade (1969) (uncredited)
Trip, The (1967)
St. Valentine's Day Massacre, The (1967)
Wild Angels, The (1966)
Tomb of Ligeia, The (1965)
Secret Invasion, The (1964)
Masque of the Red Death, The (1964)
X (titolo alternativo: X: The Man with the X-Ray Eyes, 1963)
Haunted Palace, The (1963)
Terror, The (1963)
Young Racers, The (1963)
Raven, The (1963)
Tower of London (1962)
Tales of Terror (1962)
Intruder, The (1962)
Premature Burial, The (1962)
Creature from the Haunted Sea (1961)
Pit and the Pendulum (1961)
Atlas (1961)
Last Woman on Earth (1960)
Ski Troop Attack (1960)
Little Shop of Horrors, The (1960)
House of Usher (1960)
Wasp Woman, The (1960)
Bucket of Blood, A (1959)
Machine-Gun Kelly (1958)
Teenage Cave Man (1958)
War of the Satellites (1958)
Saga of the Viking Women (1957)
Undead, The (1957)
Teenage Doll (1957)
Naked Paradise (1957)
Attack of the Crab Monsters (1957)
Not of This Earth (1957)
It Conquered the World (1956)
Oklahoma Woman, The (1956)
Beast with a Million Eyes, The (1956)
Day the World Ended (1956)
Apache Woman (1955)
Swamp Women (1955)
Five Guns West (1955)

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