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CLAUDIO FRAGASSO (1951 – )

Tra i registi che hanno imperversato negli anni ruggenti del cinema di genere, Fragasso si è guadagnato un posto di rilievo per le sue direzioni "ultra low budget". I suoi film hanno il "pregio" di non essere costati un occhio della testa alle case di produzione, dato l’esiguo materiale a disposizione con cui ha gestito i suoi lavori. E nonostante tutto, pur non essendo famosi per la loro qualità artistica, sono riusciti ad attirare pubblico nelle sale estere, in particolar modo in Asia. I film che il regista romano ha diretto seguono al meglio il principio edonistico “cogli il massimo col minimo sforzo”. Nato a Roma nel 1951, è entrato nel mondo del cinema nei primi anni 70 come assistente al montaggio. Passò in seguito alla sceneggiatura per registi quali Amadio, Prosperi e Bianchi; ma il personaggio al quale era maggiormente legato dal punto di vista professionale è stato Bruno Mattei, per il quale ha realizzato decine di copioni. Non mancano nel suo curriculum collaborazioni con Joe D’Amato e Lucio Fulci, per il quale ha sceneggiato Zombi 3. Fragasso passa dietro la macchina da presa nel 1979 con un’autoproduzione, “Passaggi”, che ha ricevuto pure qualche consenso di critica. A cominciare dagli anni 80, firma le sue regie col nomignolo con cui è maggiormente conosciuto presso gli amanti del b-movie: Clyde Anderson. Il suo primo approccio al genere horror risale al 1985, con Monster Dog. È’ la storia di un cantante rock che desidera tornare nella sua casa natia per girare un video musicale. Ma la leggenda del “signore dei cani”, narratagli quando era ragazzo, tormenta la vita del protagonista e dello staff tecnico. La pellicola va ricordata per la presenza della rockstar Alice Cooper, in un ruolo quasi autocelebrativo; Cooper firma anche due brani della colonna sonora, per altro molto easy listening. Tutto il resto (sceneggiatura, dialoghi, recitazione, scenografia, ecc.) è da dimenticare alla svelta.

Alle due estremità alcune sequenze tratte da "Monster Dog", al centro un'immagine del regista

Trascorrono tre anni e nel 1988 esce il suo secondo horror, After Death, un omaggio al genere zombi che ormai stava attraversando un lento ed inesorabile declino. Un misterioso virus decima gli abitanti di un’isola; uno stregone, che reputa colpevole l’uomo bianco di tale sciagura, rievoca lo spirito dei morti per vendicarsi della dipartita della figlia. Gli zombi si scateneranno in una selvaggia caccia alla fresca carne dei malcapitati ospiti. Sicuramente una delle peggiori produzioni di Fragasso, confusa, con soggetto ed attori presi in prestito dal set di Zombi 3. Quando le idee latitano, il riciclaggio è l’ancora di salvezza di un regista. Il 1990 si rivela prodigo di produzioni per il regista romano: ne gira ben 3 e con risultati molto alterni. Il primo è stato Trolls 2, una sorta di fiaba noir con qualche discreto trucco. Una famiglia decide di trascorrere una vacanza a Nilbog (Goblin al contrario), ma la sfortuna vuole che la zona sia infestata dai trolls (gnomi particolarmente aggressivi) guidati da una regina molto fuori di testa. La famiglia comprenderà velocemente che le vacanze è meglio trascorrerle al mare… Modesto titolo che riprende il tema del più famoso “Troll” di John Carl Buechler, ma sceneggiato velocemente e con tanta confusione. Da notare che in questa pellicola Fragasso si firmerà Drake Floyd. Il secondo capitolo dell’anno è Non Aprite Quella Porta 3 (Nightkiller). Il titolo in questione non ha niente a che spartire con la nota serie ideata da Tobe Hooper; si tratta del classico escamotage per rendere appetibile il film al grande pubblico. Narra della storia di un serial killer che colpisce esclusivamente elementi del gentil sesso. Una delle vittime riesce fortunosamente a salvarsi, rimanendo però traumatizzata dall’esperienza. Ma l’assassino non rinuncia facilmente alla sua preda ed insiste… C’è veramente poco da dire su un titolo simile: privo di fantasia e mordente, viene solamente voglia di riavvolgere rapidamente il nastro per vedere se accade qualcosa d’interessante.

Alcune immagini tratte da "Zombie 4 (After Death)"

Il terzo titolo è La Casa 5. Anche in questo caso il nome non deve trarre in inganno, perché non ha nulla a che vedere con la serie “Evil Dead” di Sam Raimi. Si tratta probabilmente del miglior lavoro di Fragasso, dove è riuscito a dare un’impronta decisamente personale alla storia. Un pastore ecclesiastico si trasferisce con la famiglia in una vecchia casa nel New England. Ma lo spirito di alcune streghe tenterà di impossessarsi dell’anima pura dei giovani figli. A parte le solite lacune di sceneggiatura, “La Casa 5” ha diversi momenti riusciti, come la colonna sonora azzeccata, un minimo di tensione che si avverte in alcune sequenze ed una recitazione quanto meno decente rispetto ad altre pellicole. Con questo film si chiude in pratica la parentesi di Fragasso nel cinema “de paura” ed inizia la sua carriera a livelli superiori, se mi è concesso il termine. Nel 1993 firma la regia di “Teste Rasate”, un discreto film sull’espansione del fenomeno naziskin; del cast fanno parte nomi importanti quali Flavio Bucci e Gian Marco Tognazzi, per una pellicola che si lascia guardare senza eccessivi problemi. Da qui inizia un proficuo rapporto col cinema di denuncia e fiction televisiva, che lo ha avvicinato alla notorietà presso il grande pubblico. Fragasso ha dichiarato in più occasioni di essersi “stufato di girare film horror con pochi soldi e senza idee” e di essersi lasciato tentare dalla possibilità di seguire percorsi alternativi. Forse ha scelto la strada giusta e molti fans dell’horror gliene sono riconoscenti…

Filmografia horror

1985 – Monster Dog
1988 – After Death (Zombie 4)
1990 – Trolls 2
1990 – Non Aprite Quella Porta 3
1990 – La Casa 5

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