Riflessioni
E’ arcinoto quanto la personalità e (di riflesso) la
narrativa di HPL fosse caratterizzata da dettami di profonda interiorità
ed oniricità, contrapposta ad una visione materialista e quasi
illuminista del mondo fantastico. Lovecraft era al tempo stesso scienziato
“vivisezionista” e vittima accondiscendente delle sue
scioccanti visioni letterarie; ma più di ogni altra cosa la
scrittore di Providence era uno studioso della dimensione fantastica.
Questa era straordinariamente presente nella sua mente, e la nascita
dei suoi incubi letterari era quasi sempre legata a due fattori preponderanti:
qualche particolare studio storico o scientifico da lui svolto, oppure
l’elaborazione in chiave onirica di una realtà quotidiana
che gli risultava spesso indigesta. Quindi, l’inquietante substrato
di racconti e leggende popolari del Polesine non sarebbe mai potuto
sfuggire alla sua acuta sensibilità di ricercatore ed amante
dell’insolito…sempre nel caso che lui se ne sia davvero
imbattuto. Per quanto riguarda il diario manoscritto, questa non è
ovviamene la sede più adatta per accertarne l’autenticità
o meno. L’analisi scientifica e grafologica sul documento potrà
presto appurare con cosa abbiamo realmente a che fare. Risulta difficile
pensare ad un falso d’autore, dato che l’impresa sarebbe
alquanto titanica e di ardua realizzazione. Rimane comunque da dire
che la biografia di HPL, curata da Kenneth Faig ed in seguito da S.T.
Joshi, non fa assolutamente menzione di questo viaggio in Italia;
inoltre esistono almeno due lettere ufficiali, scritte e spedite dallo
scrittore in Providence, datate proprio tra il maggio ed il luglio
del ’26 (custodite presso la John Hay Library - Brown University,
Providence). In quel periodo lo scrittore era da poco tornato dal
suo disastroso soggiorno newyorkese, e tutti i suoi attuali estimatori
e studiosi sanno quanto spasmodico fosse l’attaccamento di HPL
per l’adorata Providence.
Nel caso in cui Lovecraft avesse deciso
di intraprendere un viaggio in Europa, l’Italia sarebbe stata
sicuramente tra le sue mete predilette, anche se forse sarebbe stata
più probabile una sua visita a Roma. Assieme alla Grecia, la
capitale europea ha da sempre esercitato su di lui un fascino invasivo,
tramandato dal nonno materno Whipple Phillips, responsabile dello sviscerato
amore per l’antichità dello scrittore americano.
Altra considerazione, che non sarà di certo sfuggita agli appassionati,
è il curioso parallelismo tra un diario ritrovato (reale) ed
il considerevole numero di racconti che ne presentano lo stesso meccanismo
di scrittura. Lovecraft, infatti, amava molto la forma di “diario”
come modalità di stesura e sviluppo del plot narrativo nei suoi
racconti. Pur non essendone l’inventore, la sua opera ha reso
celebre al mondo intero questo stile di impostazione del racconto, tanto
da coniare la dicitura di “diario alla Lovecraft”. Tutti
sanno, inoltre, quanti epigoni ha avuto ed ha tutt’ora il maestro
di Providence, quindi va almeno considerata l’ipotesi di una ingegnosa
creazione ispirata da uno degli stili narrativi più famosi del
maestro.
Ma lo sconfinato epistolario (quasi 100.000 lettere) lasciato da HPL
rimane per l’80% perduto, e diversi punti della vita dello scrittore
rimangono tutt’ora oscuri…Non è da escludere, quindi,
che per qualche motivo Lovecraft abbia davvero intrapreso questo viaggio
ma non ne abbia mai fatto menzione al suo ritorno. In seguito, con l’ispirazione
che aveva maturato dalla sua visita in Italia, si sia poi dedicato totalmente
alla stesura dei grandi capolavori che lo hanno reso immortale, facendolo
entrare nel gotha dei più grandi maestri della letteratura fantastica
di ogni tempo.
Luca
Durante
CREDITS
Speciale a cura di Luca
Durante; Layout e Grafica: Actarus
Risoluzione Consigliata 1024*768
Tutti i contenuti originali presenti nel Sito, sia di carattere grafico che testuale, sono copyright di SPLATTERCONTAINER di Marco Viola. Qualsiasi tentativo di riproduzione o utilizzo a qualunque finalitą, salvo consenso dei legittimi proprietari, verrą considerato violazione dei Diritti d'Autore.