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Cos'è
un CANNIBAL MOVIE? Lo
sviluppo del genere "CANNIBAL" in Italia
Nello stesso anno Aristide Massacesi (Joe D'amato) firma Emanuelle e gli ultimi cannibali, interpretato dall'immancabile Laura Gemser nei panni di una reporter. D'amato contamina il genere cannibal con l'erotico in una sorta di connubio tra amore e morte. Nella prima parte della pellicola viene approfondito l'aspetto erotico del film mentre nella seconda parte tutto viene sacrificato al gore più estremo. Siamo nel 1978 quando Sergio Martino realizza La montagna del dio cannibale, seguendo la scia del binomio sesso-violenza. Il film alterna alle scene di nudo di un'Ursula Andress in gran forma, scene di estremo impatto visivo in cui le vittime (animali e uomini) subiscono sadiche torture. Il 1979 è l'anno della svolta: Ruggero Deodato torna al filone cannibalico a suo modo, regalando al pubblico il celeberimmo Cannibal Holocaust, senza ombra di dubbio il migliore film del genere. Quest'ultimo è un susseguirsi di colpi allo stomaco, la violenza affiora nuda e si mostra in tutta la sua potenza agli spettatori. I canoni del cannibal movie vengono estremizzati e raggiungono vette mai toccate in precedenza. Il tutto viene condito, per opera di Riz Ortolani, da una ripetitiva musica dolciastra che sottolinea le scene più estreme, capace di calare lo spettatore in un'atmosfera surreale che lo rende vulnerabile alle immagini proposte. Proprio per i suddetti motivi la pellicola andò incontro a severi provvedimenti della giustizia italiana che oltre a congelarla per ben quattro anni, diede consistenti multe a buona parte del cast. Soltanto un ricorso alla Cassazione riuscì a sbloccare il film, ma ormai ad anni di distanza e privato di molte scene, Cannibal Holocaust passò quasi inosservato. Nel 1980 Lenzi torna al cannibal con Mangiati vivi!, film violentissimo che però, nonostante produttore e regista minimizzino, ricicla molto materiale proveniente da altri film come La montagna del dio Cannibale e Ultimo mondo cannibale. Sempre nello stesso anno esce Zombi Holocaust di Marino Girolami, un film di bassa fattura con esasperati momenti splatter a metà tra un cannibal e uno zombie movie. Il genere torna al suo iniziale splendore nel 1981 grazie a Cannibal Ferox di Umberto Lenzi.
La
pellicola è seconda solo a Cannibal Holocaust in quanto
a violenza, problemi giudiziari e censure. Il film nacque su esplicita
richiesta di distributori tedeschi che memori de Il paese del sesso
selvaggio, volevano un altro lungometraggio diretto da Lenzi ma
con più sangue e più gore. Nonostante le molte analogie
col film di Deodato, Cannibal Ferox risulta uno dei più
efficaci del suo genere. Nel 1984 Michele Massimo Tarantini si discosta
dalla commedia sexy per approdare al genere cannibal: nasce così
Nudo e selvaggio. La pellicola di Tarantini è un misto
di commedia e avventura che sfocia solo per circa mezz'ora nel filone
cannibalico regalando in ogni caso qualche brivido. Il cannibal movie
ormai è in fase calante quando nel 1985 esce Inferno in diretta,
ultimo tassello della trilogia di Deodato. Il film è ben lontano
dai suoi predecessori e li ricorda solo per le scene gore e l'ambientazione.
Il problema maggiore di Inferno in diretta sta nelle diverse
intenzioni del regista e del produttore: il primo vorrebbe un film più
incentrato sull'avventura mentre il secondo una sorta di seguito di
Cannibal Holocaust.
La Filmografia Le trame che seguono sono volutamente poco particolareggiate per evitare di svelare a chi non ha visto il film ogni aspetto dello stesso -
Il paese del sesso selvaggio
(1972) di Umberto Lenzi -
Ultimo mondo cannibale (1977)
di Ruggero Deodato Due studiosi, Robert e Rolf, atterrati in circostanze fortunose in un campo base nella giungla, scoprono che quest'ultimo è ormai disabitato e sembra essere stato teatro di una battaglia. I due, assieme al pilota dell'areo, si addentrano nella giungla e vengono assaliti dai cannibali. Il pilota ha subito la peggio, mentre Robert e Rolf riescono a scappare lungo il fiume grazie ad una zattera da loro costruita. Durante la navigazione però l'imbarcazione si sfascia a causa delle rapide dividendo i due amici. Uno di loro riesce a guadagnare la riva e inizia a vagare per la foresta finchè non viene catturato dalla tribù dei Managua. Durante la prigionia lo studioso trattato alla stregua di un animale, è costretto ad assistere ai macabri riti dei cannibali. Dopo una rocambolesca fuga in cui prende come ostaggio una giovane donna della tribù, riesce a ritrovare l'amico con il quale organizzare il viaggio per tornare all'aereo. -
Emanuelle e gli ultimi cannibali
(1977) di Joe D'amato La fotografa Emanuelle assieme ad un antropologo e a due turisti incontrati per caso, cerca tracce della tribù degli Apiaca avendo assistito ad un episodio di cannibalismo a New York. Saranno gli stessi Apiaca a trovare loro e toccherà a Emanuelle cercare di salvare lei e i suoi amici. -
La montagna del dio cannibale
(1978) di Sergio Martino Susan
organizza assieme al fratello e ad un avventuriero un viaggio in Nuova
Guinea per ritovare il marito misteriosamente scomparso. Dopo parecchie
vicissitudini e l'incontro di un dottore (Manolo) il gruppo finisce
in mano ai cannibali, gli "uomini di fango", che li riducono
in schiavitù. Sarà Manolo a cercare una possibile via
di fuga.
Il professor Monroe si reca nella giungla a cercare quattro documentaristi scomparsi. Questi ultimi sono morti e di loro rimangono solo le pellicole girate: le riprese effettuate riveleranno una verità agghiacciante.
Sheila
parte per la Nuova Guinea alla ricerca della sorella Diana la quale,
facente parte di una setta che predica il ritorno alla natura, risulta
dispersa da mesi. Insieme ad un avventuriero americano troverà
il villaggio dove si è insediata la congrega e una feroce tribù
di cannibali. Sia gli adepti che i selvaggi metteranno a dura prova
Sheila e suoi compagni. -
Zombi holocaust (1980)
di Marino Girolami Un poliziotto e un'antropologa si recano sull'isola di Kido (Molucche) per investigare su alcuni casi di cannibalismo in una clinica americana. Arrivati sul posto dovranno combattere contro i cannibali e contro i morti viventi, risultato di un esperimento di uno scienziato pazzo che trapianta cervelli nel corpo degli indigeni. -
Cannibal Ferox (1981)
di Umberto Lenzi Gloria, una studentessa di antropologia, organizza una spedizione in Amazzonia per dimostrare che il mito dei cannibali è nato soltanto per giustificare le nefandezza dei colonizzatori bianchi. Sul posto incontreranno una coppia di truci contrabbandieri che hanno torturato gli indigeni per i loro loschi scopi. La vendetta dei cannibali sarà atroce.
Un gruppo molto assortito di persone (un atropologo con la figlia, un ex-ufficiale con la moglie, un fotografo, due modelle e un avventuriero) in viaggio verso Manaus, finisce dopo un atterraggio di fortuna nella giungla. Dopo essere sfuggiti ai cannibali i superstiti dovranno avere a che fare con un bieco trafficante di diamanti. -
Inferno in diretta (1985)
di Ruggero Deodato Due reporter filmano alcuni omicidi di trafficanti colombiani imputabili al colonnello Horne. Alla ricerca del militare (che risulta ufficialmente morto) i due giornalisti si imbatteranno nelle stragi compiute dai selvaggi capitanati da Horne stesso. Riusciranno a riprendere tutto in diretta. Cannibal
Holocaust
Il film venne portato a termine in sei settimane, cinque delle quali nella giungla e una tra New York e Roma. La realizzazione nell'isola colombiana di Leticia fu quantomeno problematica. Tutti gli spostamenti della troupe avvenivano a bordo di canoe, attraversando in lungo e in largo il temibilissimo Rio delle Amazzoni. L'opera fu molto curata a livello tecnico. Deodato stesso rovinò le pellicole girate dai reporter per farle sembrare autentiche. La famigerata scena della donna impalata fu realizzata tagliando il palo in due e infilando un'estremità a terra e l'altra in bocca alla comparsa. Nell'estremità inferiore venne conficcato un sellino di una bicicletta con una sbarra di ferro sul retro. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Di certo un altro aspetto fondamentale fu il commento sonoro di Riz Ortolani, scelto dal regista memore dei brani da lui composti per Mondo Cane. La musica diventa filo conduttore del film contrapponendosi nettamente con le immagini crude che sfilano sullo schermo. Lo spettatore è stordito, coinvolto e intrappolato dal connubio che si crea tra le due componenti. Premesso questo si può iniziare a parlare del gore. Cannibal Holocaustè uno dei più violenti film mai realizzati. Sangue e interiora compaiono di continuo per tutta la pellicola come una sorta di vero e proprio olocausto che si abbatte su tutti gli esseri viventi in maniera indiscriminata. Dalle violenze sceniche ai danni degli attori (gambe mozzate, feti sepolti, stupri, ecc.) a quelle reali sugli animali. Queste ultime (in particolare l'uccisone della testuggine) sono rimaste nell'immaginario collettivo più di ogni altra cosa nel film. Deodato disse in merito che lui non ebbe problemi a girare queste scene perché abituato ad assistere all'uccisione di conigli e maiali nella fattoria del nonno.
Oltre a questo sostenne che la testuggine fu realmente mangiata come solitamente accadeva da quelle parti. Il film subì aspre censure in molti stati e in Italia fu addirittura ritirato, anche perché inizialmente vennero spacciate per vere le immagini riprese dai reporter al fine di accrescere l'impatto sul pubblico. A questo proposito agli attori fu chiesto di sparire per un anno dalla circolazione in modo da alimentare la veridicità della vicenda. Il patto non fu rispettato perché Deodato stesso richiamò il cast in tribunale per difendersi dalle accuse di omicidio. Parte della troupe subì multe e sanzioni che arrivarono in alcuni casi anche alla detenzione. Deodato dovette anche produrre prove a dimostrazione che la scena della donna impalata era frutto di un effetto scenico e quindi non reale. Come se non bastasse il regista si procurò una pessima fama che lo tenne lontano dalla cinepresa per un lunghissimo periodo. Adesso a distanza di anni il film è diventato un vero e proprio cult movie e le varie traversie giudiziarie sono solo un lontano ricordo. A Deodato fu anche proposto un seguito di "Cannibal Holocaust" ma lui impegnato con "Inferno in diretta" e non contento del salario propostogli declinò l'offerta.
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