Quale relazione c'è tra i celebri film
horror degli anni 70/80 e la cultura puritana della società
statunitense? Si può parlare di funzione catartica degli slasher
movies (film nei quali mostri mascherati e non, fanno collezione di
omicidi seriali) nello spettatore americano allo stesso modo delle
catarsi che avvenivano nelle tragedie teatrali della Grecia antica?
Esiste una correlazione tra una certa restaurazione neoconservatrice
della società americana e il revival di horror movies che tanto
fanno incassare i botteghini USA?
Partiamo per ordine.
CRONISTORIA DEGLI SLASHER MOVIES
Agli inizi degli anni settanta comincia a prendere
piede, nel cinema horror, un filone che poi sarà una delle
colonne portanti dei film del brivido: lo slasher movie (il termine
deriva dal verbo "to slash" che significa squarciare, tagliare).
Si tratta di pellicole che vedono protagonisti gruppi di giovani che,
ritrovatisi in un luogo preciso (casa, lago, bosco etc.) vuoi per
una festa, una vacanza o qualsiasi altra occasione, vengono di volta
in volta "fatti a pezzi" dal mostro o dal maniaco di turno
che, con precisa ritualità, uccide uno per uno tutti i membri
della compagnia, solitamente lasciando un unico superstite, che poi
è il personaggio principale su cui verterà l'intera
vicenda. Generalmente gli slasher vedono come protagonisti giovani
per la stragrande maggioranza antipatici e decisamente stupidi "gente
che qualsiasi spettatore ucciderebbe volentieri con le proprie mani".
Ogni vittima incarna spesso una precisa tipologia sociale: c'è
il bullo che fa sfoggio dei suoi muscoli ma anche della sua poca intelligenza;
c'è il buffone della comitiva, generalmente uno sfigato convinto
che le sue penose battute facciano ridere a qualcuno; la coppia che
non perde occasione per fare sesso in ogni angolo; la tipa "facile",
generalmente ben dotata di ghiandole mammarie ma poco di materia cerebrale;
ed infine c'è la santarellina, la ragazza priva di qualsiasi
vizio: non fa sesso, non fuma, non beve e spesso è anche la
secchiona della classe. Il più delle volte la santarellina
è una persona timida, introversa, una ragazza che non lega
con gli altri. Quasi sempre sarà lei alla fine a salvarsi dalla
furia omicida del mostro di turno. Questo è in linea di massima
il tipico soggetto di qualsiasi slasher movie, cambiano solamente
il killer, la comitiva di giovani e l'ambientazione.
THE TEXAS CHAINSAW MASSACRE
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Negli
Stati Uniti il genere ha il suo boom nel 1974 con un film
diretto da Tobe Hooper: The
Texas Chainsaw Massacre (Non aprite quella Porta).
La storia narra di un gruppo di giovani in viaggio con il
loro furgoncino nelle desolate strade del Texas, che si imbatterà
in una spaventosa famiglia di maniaci cannibali, fra cui spicca
la gigantesca figura di un uomo con il volto perennemente
coperto da una maschera realizzata con la pelle delle sue
vittime. Il suo nome è Leatherface (letteralmente "Faccia
di pelle"), spietato assassino che, abbigliato come un
macellaio, massacra le sue prede servendosi della sua inseparabile
motosega.
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Nel
1978 John Carpenter si serve della celebre e suggestiva festività
americana di Halloween
per dare vita ad un personaggio destinato in seguito a
diventare un'icona nel suo genere. Stiamo parlando di Michael
Myers, il maniaco assassino di Halloween
(Halloween: La Notte delle Streghe), il quale, fuggito
dal manicomio dove era stato rinchiuso sin da bambino a causa
di un terribile fatto di sangue, tornerà ad Haddonfield,
la sua città natale, per far strage dei suoi concittadini
impegnati nel frattempo a festeggiare la loro ricorrenza in
maschera. Da qui l'accento sul sesso e sullo splatter aumenta
fino a diventare in seguito uno degli ingredienti tipici degli
slasher. Come per Non aprite quella Porta, la pellicola
diventa presto un classico da sfruttare e riproporre in una
serie di innumerevoli sequel.
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La
nostra breve cronistoria degli slasher non può non
fermarsi di fronte ad un altro capostipite di questo filone,
che fa il suo esordio nelle sale americane nel 1980: Friday
the 13th (Venerdì 13). La mente dietro
a questo progetto è quella di Sean S. Cunningham, il
quale al tempo ebbe l'idea di intitolare la pellicola con
una data notoriamente messaggera di cattivi auspici nella
cultura americana (almeno quella più scaramantica),
in pratica l'equivalente del nostro Venerdì 17. Una
colonna sonora che diventerà un motivo inconfondibile
per i sequel che verranno, il make up del mago degli effetti
speciali Tom Savini ed un nuovo terrificante assassino di
nome Jason Voorhees (che vedremo ufficialmente all'opera soltanto
dal secondo
film in poi), anche lui un gigantesco energumeno che in
questa occasione compie i suoi efferati delitti in una località
di campeggio chiamata Crystal Lake. Qui comitive di giovani
americani accorrono per trascorrere le loro vacanze a base
del canonico trittico "sesso, droga e rock’n’roll"
ma dovranno vedersela con il mostro dalla maschera da hockey,
anch'esso prossimo a rappresentare un simbolo del cinema horror
Made in Usa. La saga sino ad oggi può vantare ben dieci
capitoli al suo attivo!!!
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Concludiamo
l'elenco dei Miti con A
Nightmare on Elm Street (Nightmare: Dal Profondo della
Notte), incubo partorito dal genio di Wes Craven. Protagonista
della pellicola è Freddy Krueger, uno dei boogeymen
più originali della storia del cinema horror contemporaneo:
il pedofilo assassino di bambini della tranquilla Springwood,
una cittadina di provincia come tante altre, dopo essere stato
arrestato e in seguito scarcerato dalla giustizia americana,
subirà l'atroce vendetta dei genitori delle vittime,
i quali lo bruceranno vivo nella caldaia dove lavorava. Ovviamente
tutto verrà messo a tacere ma tempo dopo lo spirito
malefico di Krueger, tornerà negli incubi dei ragazzi
scampati alle sue sevizie, per proseguire la sua spregevole
mattanza. Arma prediletta: un letale guanto da lavoro dotato
di quattro lame montate sulle dita; uno strumento di morte
costruito dallo stesso Freddy.
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L'AMERICA PURITANA
A differenza di quanto si crede (forse oggi
è più facile percepirlo, data la visibilità che
hanno nei media gli evangelici cristiani americani) la società
americana è una società profondamente religiosa, o meglio,
una società profondamente puritana. Questo puritanesimo si
inscrive nelle origini della storia di questo popolo.
Quando nel 1559, l'Act of Uniform della Regina Elisabetta stabilisce
che coloro i quali non si uniformeranno alla nuova Chiesa di Stato
(la Church of England) saranno perseguitati per legge, i membri più
intransigenti del protestantesimo inglese (che saranno chiamati puritani)
si sentono accerchiati, perseguitati ed emarginati e cominciano ad
abbandonare la loro madre patria per attraversare l'Oceano e fondare
la loro Gerusalemme sulle sponde di un Mondo Nuovo. Da questa fuga
in massa verso la nuova Terra Promessa nasce e si plasma lo spirito
Americano. Durante la fuga essi non solo vivono l’angoscia e
i drammi dell'esilio ma sentono in loro stessi la fiamma ardente della
luce, della loro superiorità morale, della loro certezza di
essere gli eletti destinati a diffondere nuova luce nelle tenebre
della Cristianità. Come fa notare Francesco Dragosei nel bel
saggio Lo squalo e il grattacielo: "Il lungo e periglioso
viaggio per mare non fa che rafforzare uno stampo mentale, un particolare
assetto simbolico che non lascerà più la casa dell’immaginario
americano". Già Tocqueville notava come "L'intero
destino di questo popolo è contenuto nel primo puritano che
sbarcò in America" e come il senso di aristocrazia morale
e culturale che animava i puritani emigrati in america nasceva da
un bisogno non materiale, bensì puramente intellettuale che
era quello di esporsi alle terribili condizioni dell'esilio per far
trionfare un'idea.
L'idea di un popolo, incluso in un cerchio,
sempre pronto a respingere l'anarchia e il male del mondo, risuona
nelle parole del leader puritano John Winthrop, il rappresentante
ufficiale della Massachusetts Bay Company, che a bordo di una delle
navi che trasportavano i fuggiaschi nel Nuovo Mondo disse:"Noi
saremo come una città su una Collina, gli occhi del mondo fissi
su di noi".
"Ciò che i figli persero" scrisse lo storico Gordon
S. Wood parlando dell'arrivo dei puritani in America "...fu l’idea
che il male fosse un estraniamento, un allontanamento da Dio. Invece
il male divenne qualcosa di esterno e di palpabile, al di fuori di
sè stessi. Persero la capacità di vedere la loro complicità
con ciò che accadeva. Satana era ovunque tranne che nei loro
difetti. E così divennero americani". Quest’ultima
riflessione "Satana era ovunque tranne che nei loro difetti"
dobbiamo tenerla ben presente per ricongiungerci con il fenomeno degli
slasher movies.
Questa tendenza culturale a vedere sè stessi come portatori
del buono, del bene, dell'innocenza, dell'ordine e della giustizia
e ad espellere, ad esorcizzare e a nascondere invece il male, la colpa,
il caos e l’ingiustizia che rappresenta l’altra parte
di sé, ha rappresentato una costante di tutta la storia americana.
FENOMENOLOGIA DEGLI SLASHER MOVIES NELLA CULTURA
PURITANA AMERICANA
Dopo questa breve analisi arriviamo al punto
ardito di correlare gli aspetti finora descritti con le tematiche
degli slasher movies, nello specifico dei quattro personaggi descritti
in precedenza (Freddy & Company), quattro colonne di un genere
che tanto ha influito sull’immaginario collettivo dello spettatore
e del pubblico (in gran parte teenager) dell’americano medio.
Chi sono i mostri protagonisti di questi film? Si potrebbe ipotizzare
che essi non rappresentino altro che quella realtà patologica,
malvagia, immorale e disagiata della società americana che
invece di essere stata recuperata (azione che ne avrebbe ammesso di
conseguenza l'esistenza) è stata invece esorcizzata, rimossa
e poi dimenticata?
Da dove vengono questi killer, i reietti di
questa società apparentemente così perfetta? Da un Ranch
sperduto nel nulla, da un manicomio, da una località turistica
lontana dalla città, dai sogni. Potremmo dire che questi film
hanno avuto il successo che hanno avuto anche perché esprimono
l'ansia e le paure dell'americano di non aver del tutto regolato i
conti con quell'altra parte di sè, quella parte complice del
male che si cela in ognuno di noi e che quotidianamente cerchiamo
di reprimere? Al di là delle intenzioni dei registi (ai quali
non attribuisco comunque le mie teorie), queste pellicole esprimono
una paura ben più profonda di quella identificabile nella semplice
caratterizzazione dell'assassino. La paura è quella di figure
patologiche che dopo essere state confinate in ghetti, manicomi o
bruciate, tornano per vendicarsi della loro dimenticanza, del loro
oblio. E soprattutto non muoiono mai. E questo spiega , oltre le ovvie
motivazioni commerciali, il fenomeno del sequel.
FUNZIONE CATARTICA DELLO SLASHER MOVIES
Veniamo ora al secondo punto, ovvero quello
della funzione catartica che esercitano gli horror movies, nello specifico
gli slasher, nello spettatore americano.
Per catarsi (dal greco kàtharsis “purificazione”)
si intendeva in Grecia la purificazione rituale. Aristotele usò
ampiamente il termine nell'accezione medica, ma fu il primo a dargli
un significato connesso anche all'arte. Secondo Aristotele, infatti,
mediante l'opera della poesia ed in particolare del dramma e della
musica, l'uomo subiva un processo di rasserenamento e di liberazione
dalle passioni che lo scuotevano. La tragedia esercitò così
una funzione purificatrice e liberò lanima dello spettatore
greco dalle passioni che essa rappresentava.
Si può paragonare lo spettatore della tragedia greca a quello
degli slasher americano?

Ci chiediamo: così come lo spettatore greco, identificandosi
e immedesimandosi nel personaggio della tragedia (grazie alla maschera
che gli attori portavano), dava azione e sfogo alle sue passioni più
inconfessabili, liberandole da sè stesso e quindi purificandosi
l’anima; è possibile che anche lo spettatore americano
si identifichi e si immedesimi nel serial-killer degli horror-movies
(grazie alla maschera che il mostro di turno indossa) riuscendo a
dare sfogo alle sue ansie più profonde? E se questo fosse un
modo per affrontare il timore di non aver regolato del tutto i conti
con l’altra parte di sé? Per "altra parte di sé"
intendiamo tutto ciò che la cultura puritana ha spinto a rimuovere,
a cancellare e a nascondere. E' come se questa entità, quotidianamente
messa a tacere, trovasse un veicolo di sfogo per manifestare tutta
la sua collera repressa, celandosi appunto dietro la maschera anonima
del killer cinematografico. Una funzione catartica insomma. Che salva
chi la vive e mantiene l'ordine sociale. Ecco
anche perché questi personaggi diventano, nella realtà
sociale americana, non degli assassini da temere, ma delle icone,
delle star, delle maschere da indossare ad Halloween!
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CONSERVATORISMO E SUCCESSO DEGLI HORROR MOVIES
Opinione corrente vuole che film horror e società
conservatrice, per ovvie ragioni, non vadano molto d'accordo, però
un occhio più attento non potrà non scorgere a volte
una certa correlazione fra questi elementi così apparentemente
eterogenei. Più infatti la società americana ha dei
rigurgiti di conservatorismo (religioso, puritano, compassionevole)
o delle profonde crisi sociali, più si assiste a degli autentici
boom di violenza, che possiamo trovare espressa anche sul grande schermo,
veicolata in particolare proprio dalle nostre amate pellicole del
terrore.
Per farla breve, quando le cose nella vita reale non vanno tanto bene,
il pubblico cerca e trova nei mostri irreali e immaginari che il cinema
horror gli propone, una personificazione e materializzazione delle
paure che lo animano nella vita quotidiana. Anche quì una forma
catartica.
Potremmo dire che negli ultimi anni in USA,
forse anche in risposta alle paure e alle insicurezze che il loro
popolo sta vivendo, si sta assistendo ad un prepotente ritorno dei
valori puritani, utilizzati persino in chiave politica, ma anche ad
una nuova ondata di cinema del terrore. Ebbene l'America di oggi è
il paese dove le classifiche ai botteghini vedono prima dominare in
assoluto film come La Passione di Cristo e
poi titoli come il remake di Zombi, (L'Alba dei Morti
Viventi), dove orde di morti viventi si nutrono ignobilmente
dei loro simili fino a portare al collasso totale un'intera società
con tutti i suoi valori.
Ora non voglio dire che quando governano i repubblicani le cose vadano
male rispetto a quando governano i democratici. Non è questione
di chi è al potere. E' questione di cultura, di sentire popolare
che anima gli strati più diversi e più profondi della
società americana. E con questo concludo. Con queste ardite
e azzardate correlazioni ho cercato di sollevare questioni più
che dare risposte. Di porre domande, di indagare e approfondire tematiche
per appassionati del cinema horror e non solo. Direi di appassionati
a tutte quelle relazioni che possono crearsi nella società
tra fenomeni culturali e mode del momento, tra fenomeni sociali ed
eventi cinematografici. Lascio ai lettori ulteriori spunti di riflessione.
Fonti
Francesco Dragosei: Lo squalo e il grattacielo. Miti e fantasmi
dell'immaginario americano Il Mulino Intersezioni.
Maurizio Colombo: Paura film - Almanacco della paura 2005
Gianmaria Contro: Dossier Contagio – Almanacco della paura
2001