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A CURA DI ALESSANDRO CARAMIS

Quale relazione c'è tra i celebri film horror degli anni 70/80 e la cultura puritana della società statunitense? Si può parlare di funzione catartica degli slasher movies (film nei quali mostri mascherati e non, fanno collezione di omicidi seriali) nello spettatore americano allo stesso modo delle catarsi che avvenivano nelle tragedie teatrali della Grecia antica? Esiste una correlazione tra una certa restaurazione neoconservatrice della società americana e il revival di horror movies che tanto fanno incassare i botteghini USA?

Partiamo per ordine.

CRONISTORIA DEGLI SLASHER MOVIES

Agli inizi degli anni settanta comincia a prendere piede, nel cinema horror, un filone che poi sarà una delle colonne portanti dei film del brivido: lo slasher movie (il termine deriva dal verbo "to slash" che significa squarciare, tagliare). Si tratta di pellicole che vedono protagonisti gruppi di giovani che, ritrovatisi in un luogo preciso (casa, lago, bosco etc.) vuoi per una festa, una vacanza o qualsiasi altra occasione, vengono di volta in volta "fatti a pezzi" dal mostro o dal maniaco di turno che, con precisa ritualità, uccide uno per uno tutti i membri della compagnia, solitamente lasciando un unico superstite, che poi è il personaggio principale su cui verterà l'intera vicenda. Generalmente gli slasher vedono come protagonisti giovani per la stragrande maggioranza antipatici e decisamente stupidi "gente che qualsiasi spettatore ucciderebbe volentieri con le proprie mani". Ogni vittima incarna spesso una precisa tipologia sociale: c'è il bullo che fa sfoggio dei suoi muscoli ma anche della sua poca intelligenza; c'è il buffone della comitiva, generalmente uno sfigato convinto che le sue penose battute facciano ridere a qualcuno; la coppia che non perde occasione per fare sesso in ogni angolo; la tipa "facile", generalmente ben dotata di ghiandole mammarie ma poco di materia cerebrale; ed infine c'è la santarellina, la ragazza priva di qualsiasi vizio: non fa sesso, non fuma, non beve e spesso è anche la secchiona della classe. Il più delle volte la santarellina è una persona timida, introversa, una ragazza che non lega con gli altri. Quasi sempre sarà lei alla fine a salvarsi dalla furia omicida del mostro di turno. Questo è in linea di massima il tipico soggetto di qualsiasi slasher movie, cambiano solamente il killer, la comitiva di giovani e l'ambientazione.


THE TEXAS CHAINSAW MASSACRE

Negli Stati Uniti il genere ha il suo boom nel 1974 con un film diretto da Tobe Hooper: The Texas Chainsaw Massacre (Non aprite quella Porta). La storia narra di un gruppo di giovani in viaggio con il loro furgoncino nelle desolate strade del Texas, che si imbatterà in una spaventosa famiglia di maniaci cannibali, fra cui spicca la gigantesca figura di un uomo con il volto perennemente coperto da una maschera realizzata con la pelle delle sue vittime. Il suo nome è Leatherface (letteralmente "Faccia di pelle"), spietato assassino che, abbigliato come un macellaio, massacra le sue prede servendosi della sua inseparabile motosega.

 


HALLOWEEN

Nel 1978 John Carpenter si serve della celebre e suggestiva festività americana di Halloween per dare vita ad un personaggio destinato in seguito a diventare un'icona nel suo genere. Stiamo parlando di Michael Myers, il maniaco assassino di Halloween (Halloween: La Notte delle Streghe), il quale, fuggito dal manicomio dove era stato rinchiuso sin da bambino a causa di un terribile fatto di sangue, tornerà ad Haddonfield, la sua città natale, per far strage dei suoi concittadini impegnati nel frattempo a festeggiare la loro ricorrenza in maschera. Da qui l'accento sul sesso e sullo splatter aumenta fino a diventare in seguito uno degli ingredienti tipici degli slasher. Come per Non aprite quella Porta, la pellicola diventa presto un classico da sfruttare e riproporre in una serie di innumerevoli sequel.

 



FRIDAY THE 13th

La nostra breve cronistoria degli slasher non può non fermarsi di fronte ad un altro capostipite di questo filone, che fa il suo esordio nelle sale americane nel 1980: Friday the 13th (Venerdì 13). La mente dietro a questo progetto è quella di Sean S. Cunningham, il quale al tempo ebbe l'idea di intitolare la pellicola con una data notoriamente messaggera di cattivi auspici nella cultura americana (almeno quella più scaramantica), in pratica l'equivalente del nostro Venerdì 17. Una colonna sonora che diventerà un motivo inconfondibile per i sequel che verranno, il make up del mago degli effetti speciali Tom Savini ed un nuovo terrificante assassino di nome Jason Voorhees (che vedremo ufficialmente all'opera soltanto dal secondo film in poi), anche lui un gigantesco energumeno che in questa occasione compie i suoi efferati delitti in una località di campeggio chiamata Crystal Lake. Qui comitive di giovani americani accorrono per trascorrere le loro vacanze a base del canonico trittico "sesso, droga e rock’n’roll" ma dovranno vedersela con il mostro dalla maschera da hockey, anch'esso prossimo a rappresentare un simbolo del cinema horror Made in Usa. La saga sino ad oggi può vantare ben dieci capitoli al suo attivo!!!

 



NIGHTMARE ON ELM STREET

Concludiamo l'elenco dei Miti con A Nightmare on Elm Street (Nightmare: Dal Profondo della Notte), incubo partorito dal genio di Wes Craven. Protagonista della pellicola è Freddy Krueger, uno dei boogeymen più originali della storia del cinema horror contemporaneo: il pedofilo assassino di bambini della tranquilla Springwood, una cittadina di provincia come tante altre, dopo essere stato arrestato e in seguito scarcerato dalla giustizia americana, subirà l'atroce vendetta dei genitori delle vittime, i quali lo bruceranno vivo nella caldaia dove lavorava. Ovviamente tutto verrà messo a tacere ma tempo dopo lo spirito malefico di Krueger, tornerà negli incubi dei ragazzi scampati alle sue sevizie, per proseguire la sua spregevole mattanza. Arma prediletta: un letale guanto da lavoro dotato di quattro lame montate sulle dita; uno strumento di morte costruito dallo stesso Freddy.

 


L'AMERICA PURITANA

A differenza di quanto si crede (forse oggi è più facile percepirlo, data la visibilità che hanno nei media gli evangelici cristiani americani) la società americana è una società profondamente religiosa, o meglio, una società profondamente puritana. Questo puritanesimo si inscrive nelle origini della storia di questo popolo.
Quando nel 1559, l'Act of Uniform della Regina Elisabetta stabilisce che coloro i quali non si uniformeranno alla nuova Chiesa di Stato (la Church of England) saranno perseguitati per legge, i membri più intransigenti del protestantesimo inglese (che saranno chiamati puritani) si sentono accerchiati, perseguitati ed emarginati e cominciano ad abbandonare la loro madre patria per attraversare l'Oceano e fondare la loro Gerusalemme sulle sponde di un Mondo Nuovo. Da questa fuga in massa verso la nuova Terra Promessa nasce e si plasma lo spirito Americano. Durante la fuga essi non solo vivono l’angoscia e i drammi dell'esilio ma sentono in loro stessi la fiamma ardente della luce, della loro superiorità morale, della loro certezza di essere gli eletti destinati a diffondere nuova luce nelle tenebre della Cristianità. Come fa notare Francesco Dragosei nel bel saggio Lo squalo e il grattacielo: "Il lungo e periglioso viaggio per mare non fa che rafforzare uno stampo mentale, un particolare assetto simbolico che non lascerà più la casa dell’immaginario americano". Già Tocqueville notava come "L'intero destino di questo popolo è contenuto nel primo puritano che sbarcò in America" e come il senso di aristocrazia morale e culturale che animava i puritani emigrati in america nasceva da un bisogno non materiale, bensì puramente intellettuale che era quello di esporsi alle terribili condizioni dell'esilio per far trionfare un'idea.

L'idea di un popolo, incluso in un cerchio, sempre pronto a respingere l'anarchia e il male del mondo, risuona nelle parole del leader puritano John Winthrop, il rappresentante ufficiale della Massachusetts Bay Company, che a bordo di una delle navi che trasportavano i fuggiaschi nel Nuovo Mondo disse:"Noi saremo come una città su una Collina, gli occhi del mondo fissi su di noi".
"Ciò che i figli persero" scrisse lo storico Gordon S. Wood parlando dell'arrivo dei puritani in America "...fu l’idea che il male fosse un estraniamento, un allontanamento da Dio. Invece il male divenne qualcosa di esterno e di palpabile, al di fuori di sè stessi. Persero la capacità di vedere la loro complicità con ciò che accadeva. Satana era ovunque tranne che nei loro difetti. E così divennero americani". Quest’ultima riflessione "Satana era ovunque tranne che nei loro difetti" dobbiamo tenerla ben presente per ricongiungerci con il fenomeno degli slasher movies.
Questa tendenza culturale a vedere sè stessi come portatori del buono, del bene, dell'innocenza, dell'ordine e della giustizia e ad espellere, ad esorcizzare e a nascondere invece il male, la colpa, il caos e l’ingiustizia che rappresenta l’altra parte di sé, ha rappresentato una costante di tutta la storia americana.

FENOMENOLOGIA DEGLI SLASHER MOVIES NELLA CULTURA PURITANA AMERICANA

Dopo questa breve analisi arriviamo al punto ardito di correlare gli aspetti finora descritti con le tematiche degli slasher movies, nello specifico dei quattro personaggi descritti in precedenza (Freddy & Company), quattro colonne di un genere che tanto ha influito sull’immaginario collettivo dello spettatore e del pubblico (in gran parte teenager) dell’americano medio.
Chi sono i mostri protagonisti di questi film? Si potrebbe ipotizzare che essi non rappresentino altro che quella realtà patologica, malvagia, immorale e disagiata della società americana che invece di essere stata recuperata (azione che ne avrebbe ammesso di conseguenza l'esistenza) è stata invece esorcizzata, rimossa e poi dimenticata?

Da dove vengono questi killer, i reietti di questa società apparentemente così perfetta? Da un Ranch sperduto nel nulla, da un manicomio, da una località turistica lontana dalla città, dai sogni. Potremmo dire che questi film hanno avuto il successo che hanno avuto anche perché esprimono l'ansia e le paure dell'americano di non aver del tutto regolato i conti con quell'altra parte di sè, quella parte complice del male che si cela in ognuno di noi e che quotidianamente cerchiamo di reprimere? Al di là delle intenzioni dei registi (ai quali non attribuisco comunque le mie teorie), queste pellicole esprimono una paura ben più profonda di quella identificabile nella semplice caratterizzazione dell'assassino. La paura è quella di figure patologiche che dopo essere state confinate in ghetti, manicomi o bruciate, tornano per vendicarsi della loro dimenticanza, del loro oblio. E soprattutto non muoiono mai. E questo spiega , oltre le ovvie motivazioni commerciali, il fenomeno del sequel.

FUNZIONE CATARTICA DELLO SLASHER MOVIES

Veniamo ora al secondo punto, ovvero quello della funzione catartica che esercitano gli horror movies, nello specifico gli slasher, nello spettatore americano.
Per catarsi (dal greco kàtharsis “purificazione”) si intendeva in Grecia la purificazione rituale. Aristotele usò ampiamente il termine nell'accezione medica, ma fu il primo a dargli un significato connesso anche all'arte. Secondo Aristotele, infatti, mediante l'opera della poesia ed in particolare del dramma e della musica, l'uomo subiva un processo di rasserenamento e di liberazione dalle passioni che lo scuotevano. La tragedia esercitò così una funzione purificatrice e liberò lanima dello spettatore greco dalle passioni che essa rappresentava.
Si può paragonare lo spettatore della tragedia greca a quello degli slasher americano?



Ci chiediamo: così come lo spettatore greco, identificandosi e immedesimandosi nel personaggio della tragedia (grazie alla maschera che gli attori portavano), dava azione e sfogo alle sue passioni più inconfessabili, liberandole da sè stesso e quindi purificandosi l’anima; è possibile che anche lo spettatore americano si identifichi e si immedesimi nel serial-killer degli horror-movies (grazie alla maschera che il mostro di turno indossa) riuscendo a dare sfogo alle sue ansie più profonde? E se questo fosse un modo per affrontare il timore di non aver regolato del tutto i conti con l’altra parte di sé? Per "altra parte di sé" intendiamo tutto ciò che la cultura puritana ha spinto a rimuovere, a cancellare e a nascondere. E' come se questa entità, quotidianamente messa a tacere, trovasse un veicolo di sfogo per manifestare tutta la sua collera repressa, celandosi appunto dietro la maschera anonima del killer cinematografico. Una funzione catartica insomma. Che salva chi la vive e mantiene l'ordine sociale. Ecco anche perché questi personaggi diventano, nella realtà sociale americana, non degli assassini da temere, ma delle icone, delle star, delle maschere da indossare ad Halloween!

 

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CONSERVATORISMO E SUCCESSO DEGLI HORROR MOVIES

Opinione corrente vuole che film horror e società conservatrice, per ovvie ragioni, non vadano molto d'accordo, però un occhio più attento non potrà non scorgere a volte una certa correlazione fra questi elementi così apparentemente eterogenei. Più infatti la società americana ha dei rigurgiti di conservatorismo (religioso, puritano, compassionevole) o delle profonde crisi sociali, più si assiste a degli autentici boom di violenza, che possiamo trovare espressa anche sul grande schermo, veicolata in particolare proprio dalle nostre amate pellicole del terrore.
Per farla breve, quando le cose nella vita reale non vanno tanto bene, il pubblico cerca e trova nei mostri irreali e immaginari che il cinema horror gli propone, una personificazione e materializzazione delle paure che lo animano nella vita quotidiana. Anche quì una forma catartica.

Potremmo dire che negli ultimi anni in USA, forse anche in risposta alle paure e alle insicurezze che il loro popolo sta vivendo, si sta assistendo ad un prepotente ritorno dei valori puritani, utilizzati persino in chiave politica, ma anche ad una nuova ondata di cinema del terrore. Ebbene l'America di oggi è il paese dove le classifiche ai botteghini vedono prima dominare in assoluto film come La Passione di Cristo e poi titoli come il remake di Zombi, (L'Alba dei Morti Viventi), dove orde di morti viventi si nutrono ignobilmente dei loro simili fino a portare al collasso totale un'intera società con tutti i suoi valori.
Ora non voglio dire che quando governano i repubblicani le cose vadano male rispetto a quando governano i democratici. Non è questione di chi è al potere. E' questione di cultura, di sentire popolare che anima gli strati più diversi e più profondi della società americana. E con questo concludo. Con queste ardite e azzardate correlazioni ho cercato di sollevare questioni più che dare risposte. Di porre domande, di indagare e approfondire tematiche per appassionati del cinema horror e non solo. Direi di appassionati a tutte quelle relazioni che possono crearsi nella società tra fenomeni culturali e mode del momento, tra fenomeni sociali ed eventi cinematografici. Lascio ai lettori ulteriori spunti di riflessione.

 

Fonti
Francesco Dragosei: Lo squalo e il grattacielo. Miti e fantasmi dell'immaginario americano Il Mulino Intersezioni.
Maurizio Colombo: Paura film - Almanacco della paura 2005
Gianmaria Contro: Dossier Contagio – Almanacco della paura 2001

CREDITS

Speciale a cura di Alessandro Caramis; Layout e Grafica: Actarus

Per info e contatti relativi all'Autore: alessandro.caramis@poste.it

 

 

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