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Senza infamia e senza lode, Chocolate
permette di tratteggiare quelli che sono i canoni del progetto Masters
of Horror. Un pò come il dogma di (von) Trier e la sua cricca,
i Masters si sono dati alcune regole. Alcune ufficiali altre meno, ma
ugualmente evidenti. Oltre al budget limitato, la location tra USA e
Canada, la totale libertà artistica, si può notare che
ci sono state delle ferme richieste nei contenuti degli episodi da parte
dei produttori. Richieste intelligenti che tengono conto con perizia
dei gusti del vero fan del buon cinema horror, controcorrente con le
nuove tendenze. Tutti gli episodi sono molto splatter. Chi più,
chi meno, ma era necessario che ci fosse un bagno di sangue. Tutti gli
episodi sono tecnicamente lineari. Completa libertà nella narrazione
ma senza particolari virtuosismi tecnici, in modo da non spiazzare troppo
lo spettatore nella visione d'insieme. Poi starà al regista saper
dare il marchio di fabbrica (come Gordon, Dante e Carpenter sono riusciti
a fare). Colonna sonora metal. Infine, in tutti i film ci sono scene
di sesso. E' divertente vedere come gli autori si siano sbizzarriti
per renderlo nelle maniere più diverse (Coscarelli quello violento,
Dante quello sadomaso, Hooper quello perverso e Landis...beh, Landis
lo conosciamo tutti). Articolo a cura di: Gianluigi Perrone Sito Ufficiale: Mastersofhorror.net
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