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Con il suo inconfondibile stile ironico, bizzarro, nostalgico ed emotivamente coinvolgente, Dante ci dà una lezione sull'America e sul Mondo di oggi, sulle conseguenze estreme di una guerra falsa e sulla vitale importanza di esprimere una propria opinione (negli USA il 90% dei votanti diserta le urne) sulle menzogne a buon mercato e sulla inoppugnabile forza della verità contro la manipolazione dei media. Inutile raccontare una trama che ricalchi per filo e per segno la storia contemporanea. Sappiate che si tratta di zombi, e, ci spiace dirlo, ma Joe Dante riesce lì dove George A. Romero (pur doverosamente citato) non è arrivato con Land of the Dead. Il regista va oltre. La verità è stata incastonata in questo fantastico gioiello di denuncia come un elemento imprenscindibile, un'opera che richiede la visione obbligatoria da parte di tutti per osservare la realtà senza filtri, per guardare negli occhi le vittime dell'umanità, per guardarci allo specchio e per non permettere più che la coscienza di un così grande artista rimanga sopita, nascosta in un carillon di immagini. Per Joe Dante 365 giorni di applausi. Articolo a cura di: Gianluigi Perrone Sito Ufficiale: Mastersofhorror.net
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