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Jenifer non è una donna
come le altre. Una deformazione orribile le devasta il volto, occhi
enormi dalle orbite nere ed una bocca slargata e infetta sono la corona
oscena di un corpo invece perfetto e sensuale. Ma il suo fascino selvaggio
ed oscuro risiede in ben altro.
Jenifer non è un prodotto certamente riuscito. Volendo essere severi, è questo che si pensa, in definitiva, dell'episodio dei Masters of Horror diretto dal nostro Dario nazionale. In realtà Jenifer è quanto di meglio Argento abbia realizzato negli ultimi anni, ma questo fatto non è certo sufficiente a farci gridare al miracolo. Il regista romano non lavorava con tecnici così abili da molto tempo; ha potuto disporre di uno staff di autentici professionisti del settore. Lo script di Steven Weber (lo ricorderete nello Shining televisivo), qui anche protagonista, non è affatto male se non per alcune incongruenze di trama. E allora cos'è che non va in Jenifer? Manca proprio l'horror, e la grande quantità di scene splatter (poco sensate a dirla tutta) non basta da sola a poter definire le caratteristiche del genere. Argento ha parlato di storia d'amore, ma quello che ci si presenta davanti agli occhi ha più le caratteristiche di un film erotico che altro. In meno di un'ora di pellicola cinque scene di sesso appaiono un pò troppe, oltre che di poca funzionalità al senso stesso della storia, anzi, questa ostinazione nel volerle riproporre sembra quasi trasmettere che l'amore per Jenifer sia di origine puramente sessuale più che emotiva. Il che va a scapito della fluidità del plot, in quanto le azioni dei personaggi non hanno un senso logico e men che meno emozionale. Simonetti poi, condisce il tutto con un aceto amarissimo, visto che il coretto infantile alla Profondo Rosso composto per l'episodio mal si accosta con lo svolgersi della storia.
Rimane comunque la grande soddisfazione
nel vedere il nostro Dario Argento alle prese con un progetto di tale
importanza, nuovamente coadiuvato, dopo un lungo periodo di buio, da
una troupe che valorizza il suo lavoro, un edit finalmente degno di
questo nome ed una fotografia ottima. Peccato solo che il risultato
finale non convinca. Articolo a cura di: Gianluigi Perrone Sito Ufficiale: Mastersofhorror.net |
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