 |
HAECKEL'S
TALE |
Regia:
John McNaughton
|
Soggetto:
Clive Barker
|
| Interpreti:
Derek Cecil, Jon Polito, Tom McBeath, Leela Savasta |
|
John NcNaughton si ritrova a doversi fare carico dell'arduo compito
di portare sullo schermo l'episodio che avrebbe dovuto girare inizialmente
George
Romero, poi sostituito per motivi di salute. E di cosa poteva parlare
l'episodio del papà della saga horror più famosa del mondo,
se non di morti viventi? Tratto da un soggettista di lusso come Clive
Barker, Haeckel's Tale esordisce come un racconto alla Edgar
Allan Poe, quando un giovane in abiti vittoriani si presenta da una
vecchia per chiederle di riportare in vita la sua amata. La donna allora
gli racconta una tetra storia che ci ricorda il Frankenstein di Mary
Shelley, con la morbosità di Lovecraft. Haeckel é un giovane
studente di medicina, profondamente laico, ossessionato dalla teoria
di riportare in vita i morti con mezzi scientifici. Verrà smentito
quando incontrerà il Dr Montesquino, un negromante che afferma
di essere in grado con i suoi poteri di ridare la vita ai defunti. Deciso
ad arrivare fino in fondo alle conoscenze dello stregone, si avvia in
viaggio per la brughiera, dove verrà ospitato dal vecchio Wolfram
e dalla sua giovane avvenente moglie, Elise. Invaghito dalla sensualità
della donna, scoprirà che quest'ultima è avvezza a strani
desideri sessuali.
McNaughton si trova tra le mani
una storia che mutua tantissimo dagli horror classici di Lugosi, Karloff
e Chaney, tanto che ci si sarebbe potuti aspettare anche un elegante
bianco e nero. Il problema però è che il regista si trova
decisamente poco nelle sue corde rispetto al crudo realismo che caratterizza
le sue opere precedenti, come ad esempio Crocevia per l'Inferno
o il bellissimo Henry
Pioggia di Sangue. Sull'episodio pesa una piattezza che alla lunga
diventa noiosa e la storia risulta eccessivamente suddivisa in comparti
stagni. Addirittura il finale, fin troppo grottesco, rischia di suscitare
la risata involontaria. Rivaluta il tutto lo splendido fisico di Leela
Savasta, che non ha alcun pudore a nascondere. Chiusura un pò
magra per la prima serie.
Articolo
a cura di: Gianluigi Perrone
Sito Ufficiale:
Mastersofhorror.net