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In occasione del lancio promozionale del suo ultimo film, Red Eye, il regista Wes Craven ha tenuto una conferenza stampa. Inseriamo qui di seguito l'intervista.

Lei nella sua carriera ha sempre giocato con i generi thriller e horror, spesso reinventandoli nelle loro diverse forme. Quanto l'ha divertita sperimentare la suspance portando il suo cinema in un film ambientato in uno spazio limitato e claustrofobico come un aereo?

La sceneggiatura mi è arrivata durante la lavorazione di Cursed, il mio film precedente. Inizialmente non l'avevo considerata perchè ero troppo impegnato con quest'ultimo ed il mio matrimonio, poi la mia amica e produttrice Marianne Maddalena mi ha proposto entusiasticamente lo script e mi sono interessato al progetto. Ho preso subito come una sifda il portare le tecniche del thriller tradizionale in un ambiente con determinate caratteristiche come un aereoplano. Mi interessava osservare che i personaggi non hanno niente oltre a sè stessi. Infatti la paura di Lisa, la protagonista, viene dall'interno.Volevo vedere se sarei riuscito a mantenere l'attenzione dello spettatore su persone che non si muovono.

Il cast è quasi interamente composto di donne. Le donne sono un pò di tutti i tipi: ce ne sono di simpatiche, antipatiche, forti. Ha un rapporto particolare con l'emisfero femminile?

Bisognerebbe accertarsi quanti uomini ci sono qui (ride).
Scherzi a parte, mi piacciono molto le donne e non potrebbe essere altrimenti visto che sono stato allevato da una madre vedova in quanto mio padre è morto quando ero molto piccolo. La parità dei sessi è una cosa positivissima, il fatto che abbiano un potere uguale è un successo per il mondo, anche se in alcuni paesi questi questa condizione va nella direzione inversa. Naturalmente c'è l'elemento classico della donna in pericolo ma ormai quello femminile non si può più considerare il sesso debole.

Perchè il film si chiama Red Eye?

Negli Stati Uniti c'è un volo notturno tra Los Angeles e New York che è frequentato principalmente dagli uomini d'affari e soprattutto da chi lavora nel mondo del cinema. Si riferisce all'arrossamento degli occhi dovuto alla stanchezza in quanto questa gente prende l'aereo e arriva la mattina a lavoro dopo un volo e naturalmente non è al massimo. E' una cosa tutta americana, infatti penso che i produttori non abbiano pensato al fatto che nel resto del mondo nessuno avrebbe capito questo gioco di parole.

Adesso c'è una tendenza a rifare gli horror giapponesi. Se glielo proponessero, rifarebbe un film asiatico?

La risposta dovrebbe essere sì. Infatti 4 anni fa mi fu proposto di rifare un film intitolato Kairo, che in inglese dovrebbe essere Pulse, di Kiyoshi Kurosawa. Io accettai, ma cinque giorni prima dall'inizio delle riprese, gli Studios non hanno più voluto realizzare il film e non se n'è fatto più nulla. E poi sono passato a Cursed. Ora non lo farei più perchè va di moda e a me non piace fare le cose che fanno gli altri.

Cosa è cambiato nel suo modo di intendere il cinema e l'horror e quello di quando ha iniziato, negli anni 70?

Sono più vecchio (ride). Qualcosa è migliorato. Crescendo ho acquistato cultura e affinato i miei interessi. Mi sono divertito nel fare Red Eye. Ha un ritmo incalzante. Sono diventato più accomodante ad un certo punto della mia vita. Ora mi voglio divertire. Sono anche diventato più sofisticato. Red Eye per esempio, non è un film sulla paura fisica ma su quella emotiva. Non si tratta di un film sul terrorismo come hanno pensato molti. E' un film sulla battaglia sui sessi. Del conflitto tra un uomo e una donna. Da giovane non avrei mai fatto una cosa del genere (ndr:e meno male aggiungo io!). Allora avevo bisogno di esperienza.


Stavolta ha abbandonato le maschere mostruose come quelle di Freddy Krueger e Scream per dargli l'aspetto di un bel ragazzo, dandy e fascinoso. Non è una metafora del terrorismo globalizzato?

Nella prima parte del film tutti mettono una maschera. Ma è una maschera emotiva. Dietro quella del personaggio gradevole e apparentemente normale c'è un freddo terrorista. Mi interessava il concetto astratto di una maschera che ne rivela un'altra e poi un'altra. Lisa, la protagonista donna, si rivela prima sicura di sè, poi vulnerabile, poi esprime la sua rabbia. Il discorso sul terrorismo non c'entra, non mi interessava. Il terrorismo è una delle peggiori maschere dei sentimenti dietro cui si nasconde la nostra società attuale. Mi interessava il discorso del contrasto tra i sessi. Vedo il personaggio di Cillian Murphy come un uomo all'antica. Lui vuole che le donne stiano ai suoi ordini e dirgli cosa fare. E lei invece è una donna moderna, autosufficente. Mostra la paura dell'uomo.

In questo mondo dove l'orrore ormai dilaga nella cronaca quotidiana, che spazio è rimasto per un'autore di horror?

Non ho mai pensato che l'horror si dovesse distaccare dalla realtà. L'horror ci dà la possibilità di parlare della gente, della realtà. Sia all'interno della mente che al di fuori. Il film da una visione più ampia del singolo. Ci tengo a precisare che lo scontro tra Lisa e Jack Rippner è un confronto tra sessi. Non c'entra nulla l'Islam contro il Cristianesimo. E' una cosa più personale.
Ho fatto l'horror perchè c'erano aspetti della vita che mi terrorizzavano. Gli horror sono e saranno sempre lo specchio della vita reale. Certo dalla cronaca di oggi ci sono molte cose che possono essere di ispirazione per un regista horror.

Cosa ne pensa di Mario Bava, in vista della retrospettiva che stanno per realizzare a Roma?

Ehm, ehm.(imbarazzato). Devo ammettere che da ragazzo non vedevo molti film horror. Fino a 25 anni non ho avuto modo di andare al cinema perchè la mia religione me lo imponeva (ndr:Wes Craven è cresciuto in una famiglia di fede Battista), poi paradossalmente è diventato il mio lavoro.
Comunque se mi consigliate qualche titolo rimedierò e vi mando una mail per farvi sapere cosa ne penso. Però Dario Argento lo conosco.

Durante la sua carriera ha rappresentato le diverse facce dell'horror. Se dovesse fare un film vecchio stile quale aspetto della paura esorcizzerebbe?

Dunque...farei un film con un tizio che mi assomiglia, inseguito da un gruppo di benpensanti che mi rincorrono per cercare di censurarmi (ride). Seriamente, in America oggi c'è una fortissima censura. C'è molto potere in mano ai conservatori ed ai benpensanti per cui è tutto più difficile. Ecco perchè fanno tutti sti film di fantasmi, così possono trovare una mediazione. Non si possono fare film di un certo tipo perchè si rischia di passare guai seri. E non sto parlando solo di rischiare di incappare nelle forbici della censura ma si può essere perseguitati come se si fosse commesso un crimine. E' possibile che si debba passare alle vie legali. Sembra incredibile ma è così.

La colluttazione tra i due protagonisti è molto simpatica. Quanto si deve alla sceneggiatura originale e quanto c'è di suo?

Per esempio la scena della penna in gola c'era già enllo script. Questo vi prova quanto sia vero che ne uccide più la penna che la spada (ride). Altre scene, come quella del tacco, le ho decise io lì per lì. Infatti un giorno mi sono presentato sul set e ho chiesto che portassero dei tacchi alti per realizzarla.

Che Extra ci saranno nel DVD di Red Eye?

Mi sono sorpreso per come sono andate velocemente le cose. Il film è stato girato molto velocemente anche perchè gli studios avevano paura del confronto con il film di Jodie Foster (Flightplan). Le riprese sono durate 47 giorni e l'authoring, per cui ci metto generalmente 2 mesi, è stato di soli 5 giorni. Questo vi fa capire in che rapporti sto con il mio montatore (ride). Erano tutti sorpresi di quanto fosse corto il film. Tutto questo per dire che non ci saranno scene eliminate nel DVD. Avevamo limitazioni contrattuali. D'altronde volevo tenere un certo ritmo e non avevo motivo di girare scene in più. Ho utilizzato tutto. Molti giornalisti mi hanno ringraziato per aver fatto un film corto (ride).
E' questo che mi piace di Red Eye. Questa eleganza essenziale. Comunque avevamo usato tutto e non è rimasto altro per il DVD. Quando il film è finito è finito.

Cosa ne pensa della proposta di Soderberg di fare uscire i film al cinema, in DVD e sul satellite contemporaneamente?

Vi porto un esempio. In aereo a Bruxelles ho conosciuto un tizio che mi ha detto che volevano vendergli il DVD di Red Eye, scaricato dal computer, quando lì non era neanche uscito. Non so se avete sentito, una notizia recentissima. La Apple sta mettendo in vendita degli Hi Pod con cui puoi scaricare i film o le serie tv il giorno dopo che l'hanno dato in TV. Tipo vuoi vedere Survivor? Lo scarichi e te lo vedi. E' il prezzo da pagare per le nuove tecnologie. E' giusto. Credo sia l'unica soluzione.

Ci parla del progetto del Remake de Le Colline Hanno gli Occhi? Cosa ne pensa di Alexandre Aja?

Lo conosco attraverso Alta Tensione che mi è piaciuto molto. Il mio agente è anche il suo agente e mi hanno fatto questa proposta. Lui appartiene ad una famiglia di cineasti e avevano dimestichezza nel dirigere film in Marocco, per cui l'hanno fatto lì. Ieri dovrebbe averlo ultimato e devo vedere alcuni giornalieri. Da quello che ho visto il film è venuto benissimo. Adesso ha in progetto una pellicola chiamata The Waiting, una storia di fantasmi.
Ho avuto subito fiducia in lui. Mi ha detto che Le Colline hanno gli Occhi è il primo film horror che vide a 14 anni e che gli fece decidere di intraprendere la carriera nel cinema.

Perchè non è stato incluso nel progetto Masters of Horror?

Non ho avuto tempo, semplice. Sono stato occupato per due anni con Cursed e poi ho iniziato subito con Red Eye.

L'ultima domanda. Lei crede ancora che il suo paese nasconda i suoi segreti più nefandi sotto le scale come aveva metaforicamente mostrato ne La Casa Nera?

Dunque, il 50% del popolo americano oggi non ama quello che succede nel nostro paese. Quello che siamo e che stiamo diventando non si nasconde neanche dietro una maschera ma si palesa senza vergogna. C'è il mito della famiglia felice, del successo a tutti i costi. Tutti i paesi penso abbiano una loro maschera. Il nostro rimane ancora un grande paese con della grande gente. Non voglio fare discorsi politici ma dico solo che si tratta di leadership.
Diciamo così, se mi chiedete qual'è oggi la più grande paura di Wes Cravenv vi rispondo francamente che si tratta di George Bush.

Domenica 16 Ottobre 2005

CREDITS
Materiale realizzato da Gianluigi Perrone

SITO UFFICIALE WES CRAVEN

WESCRAVEN.COM

SITO UFFICIALE RED EYE (ITALIA)

Redeye-ilfilm.it

 

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