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In occasione dell'uscita nei cinema Italiani de La Notte del Mio Primo Amore, che debutterà nelle sale l'11 Agosto 2006, lo Splattercontainer vi propone in esclusiva un'imperdibile intervista che abbiamo realizzato con lo Staff della PARS Film, la casa di produzione indipendente che ha firmato questo interessante progetto. Curiosità, retroscena, notizie inedite e molto altro ancora...Buona Lettura!!! SC - Spesso e volentieri si tende a voler imitare un tipo di cinema che non appartiene assolutamente alla nostra realtà o alla nostra cultura, dando vita di conseguenza ad un prodotto fittizio e talvolta ridicolo (vedi certe assurde fiction poliziesche nostrane). Mi pare di aver capito invece che una delle note positive relative al progetto de La Notte del mio Primo Amore è che, pur riallacciandosi al teen horror più classico di stampo americano, l’intento è quello di plasmare questo genere al nostro quotidiano. Cosa potete dirci a riguardo? Certo, con questo film abbiamo cercato di non scimmiottare il teen horror americano ma di adattarne dinamiche e clichè al contesto ambientale, linguistico etc. in cui viviamo e che conosciamo meglio (per esempio il contributo di Giulia Ruffinelli, che vive veramente la vita di una qualsiasi ragazza della sua età: il lavoro in un grande albergo, discussioni con i genitori, fidanzamenti e crisi sentimentali e che non aveva mai recitato prima, è stato molto importante). Ma abbiamo soprattutto cercato di dare un’umanità a tutti i personaggi. In tanti film horror i protagonisti nel momento in cui vedono i loro amici morire non provano nessun coinvolgimento emotivo, noi abbiamo cercato di ridare le emozioni a un genere dove ormai le morti sono solo meccaniche e spettacolari. Abbiamo cercato di seguire il percorso psicologico di ogni personaggio senza però appesantire la storia. SC - Il Teen Horror Made in Usa può contare ormai su una vastissima filmografia. Ci sono dei titoli in particolare ai quali lo sceneggiatore Germano Tarricone si è ispirato, anche solo come atmosfere, per scrivere la storia de La Notte del mio Primo Amore? La prima versione della sceneggiatura non aveva nessun riferimento ai film made in USA. Nel momento in cui è stata riscritta dalla produzione e da Germano si è cercato di dare un ritmo alla narrazione e strutturare la sceneggiatura cercando di incrociare i riferimenti classici del teen-blood americano con quello delle atmosfere dei film horror italiani degli anni ’60-’70.
SC - Il tanto amato/odiato budget, il vero mostro di ogni produzione cinematografica, spesso condiziona pesantemente le scelte di un regista e quindi dell’intera pellicola. Nel vostro caso il low budget, nonostante abbia rappresentato ovviamente un limite, ha contribuito a darvi una spinta per dare vita a qualcosa che andasse oltre il semplice slasher sanguinolento tutto effetti speciali, cercando di stimolare più il lato psicologico ed emotivo dello spettatore. A prescindere dal risultato finale, che ovviamente non conosciamo ancora, possiamo dire che questo limite economico per voi sia stato alla fine, paradossalmente, quasi un colpo di fortuna per stimolare la vostra creatività? Avreste realizzato lo stesso film se aveste disposto di un budget molto alto? La disponibilità di un budget molto piccolo ci ha portato a lavorare tra mille compromessi e questo è stata una "responsabilità" anche per tutti coloro che hanno collaborato al progetto (scenografa, costumista, effetti speciali, suono, fotografia ecc….). Di certo tutto questo ha stimolato la nostra creatività nella ricerca di soluzione originali ai problemi che si sono via via presentati con buoni risultati. In questo senso è assolutamente vero che il low budget è stata una risorsa: ha contribuito a farci perseguire scelte narrative e stilistiche, che poi si sono rivelate forse il pregio maggiore del film. Con un budget diverso è veramente impossibile dire che cosa sarebbe accaduto ma crediamo che il discorso sia un altro ovvero che spesso dietro a un grande budget c’è un produttore o una distribuzione che detta le regole credendo di conoscere i gusti del pubblico e spesso nuocendo al film stesso. SC - Quanto sono durate le riprese de La Notte del mio Primo Amore e in quale periodo si sono svolte? Le riprese del film sono durate quattro settimane e si sono svolte tra febbraio e marzo 2005. SC - Ricordate qualche curioso aneddoto avvenuto durante la sua lavorazione? Beh, sicuramente tutti gli espedienti usati per sopravvivere al freddo polare in cui abbiamo girato: le coperte, le centinaia di tazze di thè e brodo usate per resistere a girare a notte fonda con una temperatura arrivata anche a -10 in uno degli inverni più freddi che ci siano mai stati in Umbria a memoria d’uomo. E ancora l’ansia per la scena in cui due attori si sono buttati con quelle temperature in una piscina non riscaldata. Anche la villa in cui si svolge gran parte del film ha una sua storia molto particolare: ex residenza di una famiglia che ha vissuto grandi fortune e poi (come spesso capita, grandi disgrazie): buttato in un angolo all’aperto, sotto una catasta di cartoni bagnati, abbiamo trovato un bellissimo abito da sposa che compare in una scena del film, quando Chiara cammina lungo il corridoio del piano superiore. E poi il tuffo nella piscina di Damiano Verrocchi (Matteo): un ragazzo molto aitante che interpreta un istruttore di palestra ma…non un grande nuotatore, per così dire.
SC - Potete presentare ai nostri Splatter Maniacs la PARS Film e descrivere i suoi obiettivi, sia attuali che futuri? La Notte del Mio Primo Amore
è il punto di arrivo di un'operazione produttiva iniziata ormai
due anni fa. Con questo film abbiamo sicuramente raggiunto uno degli scopi
che ci eravamo prefissi quello di mettere in rete una serie di realtà
professionali umbre, nate in questi ultimi anni sulla spinta di un tentativo
di apertura dell’economia della regione al settore cinematografico
e televisivo, ma alle quali era fino ad ora mancata un’occasione
di collaborazione in cui agissero da protagoniste e non solo al servizio
di produzioni nate negli ambiti tradizionali e arrivate sul territorio
già fortemente strutturate.
Proprio nell’ottica che indicavamo
prima in relazione a cosa è la PARS Film. è stato naturale
indirizzare la scelta verso un film di genere, molto presente nella cinematografia
italiana fino ad un paio di decenni fa (thriller, poliziotteschi, spaghetti-western
etc.), non per fare un'opera di recupero archeologico e citazionistico
ma una scelta produttiva di calare il genere nel tessuto vivo della realtà
di questi anni cercando di incrociarlo con la sensibilità ed il
gusto del pubblico attuale, soprattutto dei giovani che sono i più
grandi consumatori di immagini e di cinema in sala.
La nostra società è
nata anche con l’idea di costruire un progetto come quello de La
Notte del Mio Primo Amore intorno ad Alessandro (che non a caso è
uno dei soci della PARS, che viene da una lunga esperienza nel cinema
come microfonista e che è un grande appassionato di cinema horror).
Abbiamo fatto un percorso insieme prima di questo film: due cortometraggi,
un documentario che ha vinto anche un premio dell’Associazione Documentaristi
Italiani, insomma un bel training produttivo e registico che ci ha convinto
che stavamo facendo la scelta giusta. Due anni dopo ne siamo ancora più
convinti: se il film ha dei meriti, questi sono in gran parte frutto delle
scelte registiche.
SC - Da segnalare nello staff il nome di Daniele Baldacci come direttore della fotografia, sicuramente uno degli artisti più creativi nel panorama attuale cinematografico italiano. Quale è stato il suo apporto per la realizzazione del film? L’apporto di Daniele Baldacci è stato sicuramente molto importante. Il film ha alcune scelte fotografiche molto forti: in particolare per la caratterizzazione della stanza del serial killer per cui sono stati utilizzati solo dei neon di vecchio tipo e per la scelta di far partecipe anche lo spettatore del buio (e quindi del senso di spaesamento) in cui si viene a trovare Chiara, senza cercare quindi fonti di luce inspiegabili dal punto di vista narrativo. Senza cadere in sterili intellettualismi, Chiara cade in un abisso sempre più profondo anche dal punto di vista psicologico e la fotografia segue questo suo percorso. La luce tornerà quando….. SC - Spesso riceviamo (e rendiamo pubbliche) da parte di registi e case di produzione indipendenti come la vostra, numerose testimonianze sulle evidenti problematiche legate alla distribuzione italiana, ormai divenuta quasi una semplice industria di importazione di titoli esteri. Il fatto che La Notte del mio Primo Amore, primo lavoro targato PARS Film, debutterà l’11 di Agosto nei Cinema distribuito dalla Mediafilm, può essere la prova che qualcosa sta effettivamente cambiando? Noi lo speriamo di cuore, non vorremmo certo essere l’eccezione che conferma la regola: sappiamo bene che esiste un problema di accesso ai meccanismi della distribuzione da parte dei molti talenti che operano in modo indipendente in Italia. Di certo noi dobbiamo ringraziare la Mediafilm che, vista una copia quasi finita del film (non c’è stata prevendita, ci abbiamo scommesso), ha creduto nelle sue potenzialità: anche per loro è una scommessa, è il primo film italiano che includono nel loro listino. Speriamo che l’esito del film possa convincerli della bontà della scelta e magari spingere qualcun altro ad imitarli.
SC - Di recente siamo stati testimoni di alcune strategie commerciali decisamente innovative ad opera di Alex Infascelli per il suo H2Odio o di Eros Puglielli per AD Project. Invece di affrontare pesanti costi distributivi per poi essere proiettati (a volte anche frettolosamente) in poche sale italiane, meglio proporre il proprio film in un mercato alternativo come l’Home Video o la vendita nelle edicole. La vostra scelta distributiva sembra proprio smentire queste teorie, che ne pensate? Va detto che la strategia distributiva è stata in primo luogo definita dalla Mediafilm che ha ritenuto che una distribuzione cinematografica nel periodo estivo potesse funzionare. C’è stata una buona accoglienza da parte degli esercenti, cui abbiamo presentato il film durante le Giornate Professionali del Cinema di Sorrento, ed il film uscirà in un numero assolutamente considerevole di copie (e per noi assolutamente insperato quando abbiamo cominciato questa avventura): circa 110 . Questo dipende anche dal periodo di uscita, in altri momenti non saremmo forse riusciti a ricavarci un tale spazio tra grandi film italiani e blockbuster americani che possono contare su operazioni di marketing e politiche promozionali milionarie. Quanto al frettolosamente, beh sai che tutto dipende dalla reazione del pubblico, secondo le ferree leggi di mercato. Non so se sia giusto pensare che ci sia una regola, ovvero se un certo tipo di prodotti debba necessariamente trovare forme di distribuzione che prescinda dal passaggio in sala. Crediamo che dipenda dalle situazioni, dalle occasioni e le due esperienze distributive che tu citi sono state sicuramente molto intelligenti e di successo. Quello che è sicuro è che la sala non è più un passaggio imprescindibile e che fortunatamente un film può raggiungere il pubblico anche in molti altri modi. Qualche giorno fa Soderbergh, a proposito di Bubble e del modo in cui è stato distribuito sul mercato americano, diceva che l’importante per lui è che una sua opera potesse essere vista, il come e il dove erano secondari. Siamo d’accordo con lui ma non ti nascondiamo che siamo contenti che a La Notte del Mio Primo Amore venga offerta la possibilità di uscire nei cinema.
SC - E’ nei progetti della PARS Film presentare La Notte del mio Primo Amore per il mercato estero? Assolutamente sì (anche di questo si occuperà direttamente la Mediafilm). Il genere ha dalla sua caratteristiche che lo legano poco al luogo di produzione, ha un certo carattere transnazionale, per così dire, e quindi crediamo (e speriamo!!) che possa essere appetibile per il mercato estero. SC - Tornando al film, si nota che il cast è composto da attori con un’esperienza avvenuta fondamentalmente in teatro e televisione. E’ stato difficile per loro adattarsi ad una recitazione cinematografica, dove ovviamente ci sono tempi e stili di interpretazione molto diversi? Una volta sul set non ci sono state grandi difficoltà di adattamento ai tempi di una recitazione cinematografica e questo è stato il frutto di un lungo lavoro di preparazione e lettura fatta con gli attori da Alessandro Pambianco che voleva proprio attenuare l’impronta di scuola teatrale, poco adatta al cinema in genere e a questo film in particolare. Il risultato è stato notevole: uno dei punti di forza del film è proprio l’alchimia dei volti, delle voci, dei gesti di questi cinque ragazzi, la loro spontaneità e naturalezza. Un discorso a parte meriterebbe naturalmente Giulia che non era stata mai davanti ad una macchina da presa e con cui il lavoro preparatorio fatto prima delle riprese è stato invece finalizzato ad acquisire quegli elementi base di tecnica recitativa, che sono fondamentali per quanto grande sia l’adesione psicologica e l’immedesimazione nel personaggio.
SC - Questa è una domanda che spesso ci capita di porre a chi intervistiamo. Prendetela come un sondaggio. Che ne pensate in relazione al fatto che molti produttori/distributori italiani non investono su pellicole horror perché ritenuto un genere non redditizio quando poi nei nostri cinema si vedono continuamente film importati dall’estero legati a questo filone? Non vi sembra un controsenso? Certo comprare all’estero un film finito presenta l’indubbio vantaggio di poter sfruttare (soprattutto nel caso dei film americani) l’onda promozionale. Però, proprio perché spesso i risultati al botteghino sono lusinghieri, ci vorrebbe un pò più di coraggio e si dovrebbe investire su pellicole horror italiane, permettendo anche ad una nuova generazione di sceneggiatori e registi di farsi le ossa e crescere. Da parte di questi ultimi però si dovrebbe mettere da parte la pretesa di essere sempre "autori", abbandonare quella autoreferenzialità che spesso rende un pò asfittico il cinema italiano, essere capaci di mettersi al servizio, prima di tutto, di una storia e del pubblico. SC - Visto che manca ormai una manciata di giorni all’uscita del film, cosa volete dire ai nostri Splatter Maniacs per farli accorrere nelle sale a vedere La Notte del mio Primo Amore? Dateci una possibilità,
il film merita di essere visto perché, con i suoi pregi e difetti,
è diverso dalla maggior parte dei film del genere in circolazione,
gli attori sono bravi e il riscontro del pubblico sarà importante
proprio per tutte le ragioni che abbiamo detto sopra: premiare un piccolo
film indipendente e la sfida produttiva per cui è nato, dimostrare
che un thriller horror italiano nelle sale può avere successo e
magari costituire uno stimolo perché ad altri sia data un’occasione
simile. Per noi significherà poter continuare su questa strada
ed i vostri consigli e le vostre critiche ci aiuteranno a fare meglio. Mercoledì 9 Agosto 2006
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