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INTERVISTA A LORENZO BIANCHINI Lorenzo Bianchini rappresenta una delle più valide e promettenti realtà cinematografiche del panorama horror Made in Italy. Il suo stile, le sue scelte registiche inedite e senza dubbio coraggiose per un mondo come quello del cinema che sta tendendo sempre più all'omologazione, ne fanno una preziosa risorsa destinata a divenire uno dei nuovi punti di riferimento della "New Horror Age". SC - Salve Lorenzo, parlaci un pò di te. Ho 36 anni, lavoro in un istituto tecnico a Udine (in Friuli), amo il cinema nell'accezione generale del termine pur non essendo cinefilo. SC - Da quanto tempo ti occupi di cinema indipendente? Mi sono comperato una piccola telecamera nel '97 e ho realizzato il mio primo cortometraggio. SC - Puoi illustrarci quali sono stati i tuoi lavori prima di Radice Quadrata di Tre? Ho
confezionato due cortometraggi della durata di 20 minuti ciascuno. SC - Com'è nato il progetto Radice Quadrata di 3? Come hai fatto a trovare i fondi per il film? Il progetto nasce quasi fosse stato suggerito dagli ambienti della scuola in cui, peraltro, lavoro. Lunghi corridoi, immensi locali, suggestivi sotterranei costituivano delle locations naturali è già pronte per costruirci sopra una storia dell'orrore. Il film è stato realizzato senza alcun budget iniziale. Ho coinvolto le persone puntando sul fascino della storia e usando come biglietto da visita la vincita, nell'anno precedente, di una rassegna cinematografica biennale organizzata dal C.E.C. (Centro espressioni cinematografiche di Udine) che si tiene nella nostra città. SC - Chi sono i tuoi collaboratori e come li selezioni? Chiaramente non potevo permettermi di fare selezioni. Se lavori senza budget ben venga chi ti dà una mano spinto da pura passione. Ho avuto la fortuna di trovare collaboratori validi dal punto di vista tecnico e artistico, reclutati più che altro tra amici, parenti e colleghi di lavoro. SC - Che tipo di strumentazione usi per le riprese e per le luci? Uso un tipo di strumentazione che, penso, possono permettersi anche i più poveri indipendenti. Una telecamera xl1 o la jvc 500, due o tre faretti, luci ambientali, un semplice computer di casa per il montaggio. SC - La musica sembra molto importante nei tuoi film,chi se ne occupa? Nei miei lavori iniziali prendevo le canzoni da vari cd, per Radice Quadrata di 3 se n'è occupato un amico (Flavio Zanon) che fa musica per passione, mentre la colonna sonora di Custodes Bestiae è stata realizzata da un altro amico (Giulio Venier) che è un musicista professionista.
Le
locandine rispettivamente di Radice Quadrata di Tre e Custodes Bestiae
SC - Scrivi tu le sceneggiature? Nei tuoi film, oltre alle atmosfere tipiche del genere horror, c'è sempre la presenza di fattori misteriosi ed enigmatici (soprattutto in Custodes Bestiae), come mai questa scelta? A
parte Radice Quadrata di 3, che ho scritto con la collaborazione di un
mio collega di lavoro (Renzo Pituello), gli altri lavori li ho scritti
io. SC - Sia in Radice Quadrata di 3 che in Custodes Bestiae compare il tema del satanismo. E' un argomento che ti interessa in particolare? Cosa ne pensi del sensazionalismo che fa la stampa riguardo ad esso negli ultimi tempi? Chi fa film horror non può non occuparsi di una tematica in cui il culto del male è insito nella parola stessa che la identifica: "Il Satanismo". Le sette ci sono sempre state, probabilmente in questi ultimi anni sono cresciute e si sono diffuse perché anche gli strumenti mediatici di comunicazione sono cresciuti e si sono diffusi in maniera esponenziale. Per quanto riguarda il sensazionalismo che fa la stampa, posso supporre che sia legato a recenti delitti particolarmente efferati, visti come una sorta di sacrifici umani, praticati in nome del male da componenti di questi gruppi. Ritengo, comunque, che gli scopi di alcune di queste congreghe, più che una sincera adorazione a Satana, siano di natura ben diversa... SC - Come mai hai deciso di girare i film in lingua friulana con i sottotitoli in Italiano? Fondamentalmente per partecipare alla "Mostre dal Cine Furlan" (rassegna cinematografica prima menzionata), in cui corre l'obbligo dell'uso della lingua friulana. Poi perché gli attori, recitando nella lingua che sono abituati a parlare quotidianamente, risultavano assai credibili. Ritenevo inoltre che l'uso del friulano potesse caratterizzare maggiormente un film di questo genere diversificandolo da quelli sfornati dalle altre produzioni. SC - In generale, quali sono le tue influenze principali che poi si riversano nelle tematiche dei tuoi lavori? Probabilmente le storie fantastiche, le leggende popolari che mi venivano raccontate dai vecchi del paese di mia madre, hanno stimolato la mia fantasia e i miei gusti cinematografici. Leggende popolari che purtroppo si stanno perdendo e che pochi, ora, hanno la fortuna di sentirsi raccontare dalla voce di qualcuno prima d'addormentarsi. Storie ricche di figure mitiche notturne, di fantasmi, di orchi, di streghe.
Dal punto di vista tecnico, a prescindere dalla qualità dei contenuti, ritengo che i film americani non abbiano nulla da invidiare a nessuno. C'è comunque da considerare i budget stratosferici con cui vengono realizzati. Dal punto di vista stilistico è evidente che chiunque faccia cinema sia inevitabilmente stato condizionato da ciò che ha visto e che ha imparato da altri autori, assorbendone tecniche e stili comunicativi. La cosa importante è riuscire a personalizzare le storie che si vogliono raccontare. Visto che più d'una volta sono stati individuati, nei miei film, elementi tipici dell'horror classico italiano vecchia maniera, probabilmente registi come Pupi Avati o Dario Argento hanno sicuramente giocato un ruolo fondamentale nella mia formazione da autodidatta. Apprezzo, inoltre, l'horror spagnolo (vedi Amenabar) e quello orientale, anche se quest'ultimo lo trovo un pò ripetitivo.
Alcune
immagini tratte da Custodes Bestiae
SC - Quali sono i tuoi film horror preferiti? Avrei ancora paura a guardare da solo, di notte, L' Esorcista. Film in cui l'assenza totale della speranza di una sorta di bene universale, la solitudine e la sconfitta spirituale alla ignota potenza maligna, ti lasciano, alla fine, una sensazione di vuoto e di mancanza di "calda" protezione dell'anima. Molto bello Shining, La Casa dalle Finestre che Ridono e The Others. SC - Qualcuno ha accostato i tuoi due film allo stile di Pupi Avati, soprattutto quello relativo al suo periodo horror (Zeder, La Casa dalle Finestre che Ridono e L'Arcano Incantatore, per intenderci): cosa ne pensi di questi paragoni? Non posso che essere onorato se qualcuno ha accostato i miei film allo stile di un maestro come Pupi Avati. Essendo io un autodidatta non cinefilo riconosco che, a livello inconscio, possa riproporre, spero in forma personale, atmosfere e stili che ho involontariamente assorbito quando, da bambino, guardavo in televisione qualche film dei nostri maestri italiani. SC - L'ultimo film horror italiano di successo è stato Dellamore Dellamorte di Michele Soavi. Ultimamente sono uscite pochissime pellicole italiane di genere, passate purtroppo nell'indifferenza quasi più totale (vedi I 3 Volti del Terrore di Sergio Stivaletti), cosa ne pensi della situazione cinematografica italiana soprattutto riguardo il genere horror? Penso che il cinema italiano sia sovrastato dalle grosse produzioni soprattutto americane che occupano gran parte delle sale cinematografiche. È chiaro che per un distributore è più semplice puntare su film che hanno un enorme battage pubblicitario piuttosto che su prodotti realizzati da autori ed interpreti completamente sconosciuti. Penso sia una scelta che dal punto di vista imprenditoriale resta ineccepibile. Ritengo anche, per contro, che se un film (non indipendente) è veramente valido, anche se italiano, allora rimane nelle sale. Chiaramente deve avere la giusta visibilità pubblicitaria. Credo molto nelle piccole produzioni di case di produzione e distribuzione minori. Di quelle persone, cioè, che investono di tasca propria e che, quindi, vogliono realizzare dei prodotti di qualità con persone in cui credono veramente. SC - Da regista indipendente di talento, come credi si possa smuovere una situazione del genere? Io, utopisticamente, credo nel pubblico. In fondo i ritorni economici alle distribuzione li determina il pubblico. Bisognerebbe costituire il "Movimento Popolare Italiano per il Recupero del Cinema di Genere ", e trovare il modo di inserire all'interno di questo movimento anche il responsabile di qualche casa di distribuzione italiana. SC - Che visibilità hanno avuto i tuoi film e come sei riuscito a farli conoscere in giro? Tramite il Centro Espressioni Cinematografiche di Udine, i due miei lungometraggi sono stati inseriti nel normale circuito cinematografico in Friuli e trattati con pari dignità rispetto ad altre grosse produzioni con soddisfacente riscontro di pubblico e critica. Fuori regione sono stati proiettati in vari festival. Al Tohorror film festival ci siamo aggiudicati il primo premio. SC - Come possono fare gli appassionati di horror che leggeranno questa intervista, a procurarsi Radice Quadrata di 3 e Custodes Bestiae? Tempestate con le vostre e-mail, oh popolo dell'orrore, la posta elettronica di qualche casa di distribuzione di Roma, chiedendo Radice Quadrata di 3 o Custodes Bestiae. Usate il meraviglioso Internet per far sapere che c'è ancora voglia di horror italiano...forse qualcuno si deciderà. SC - Che cosa ha in serbo Lorenzo Bianchini per il futuro? Ho una sceneggiatura già bell'e pronta e due soggetti da sceneggiare. Devo trovare qualche produttore che ci creda (Mission Impossible). Male che vada svilupperò e tenterò di portare a termine il soggetto tecnicamente più semplice da realizzare autoproducendomi come sempre. Ma poi, qualcuno vedrà questi lavori?
Domenica 26 Giugno 2005
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