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Il mese di marzo del 2005 segna la data di esordio di una nuova sigla editoriale, la GARGOYLE BOOKS, specializzata in horror di qualità. All’interno della vasta categoria della letteratura di genere, l’horror è oggi più vitale che mai, come provano i grandissimi successi dei romanzi di Stephen King o di Ann Rice, ma anche i fumetti, il cinema, i videogiochi, mostrandosi capace di uscire dal pubblico di nicchia e di conquistare un proprio spazio nel mass market. In occasione di questa importante iniziativa lo Splatter Container ha realizzato un'interessante Intervista con l'Editore Paolo De Crescenzo.

1)Quale è stato il "QUID", l’ispirazione che ha fatto sorgere la Gargoyle Books?

La constatazione che, mentre in molti altri paesi l’editoria specializzata "di genere" consolidata da decenni e la tradizione horror occupa in tale ambito un posto di primo piano, in Italia non solo tutto quello che è classificabile come "genere" viene guardato con sufficienza dalla c.d. "cultura", ma l’horror riveste addirittura il ruolo di "parente povero", dopo fantascienza e fantasy. Così anche editori che avevano approcciato tra i primi questo genere, se ne sono via via distaccati, privilegiando altre scelte. Tutto questo mentre gli altri media (cinema, televisione, fumetti, videogiochi) basano molti tra i loro successi principali proprio sull’horror.

2)Il Gargoyle, mostruosa creatura in pietra che posta alle sommità delle Cattedrali Gotiche ne sorveglia le mura da eventuali assalitori. Una figura leggendaria e senza dubbio affascinante. Ci sono dei particolari significati sul perché sia diventata il simbolo della vostra Casa Editrice?

Volevamo un marchio che fosse fortemente caratterizzante, immediatamente riconoscibile e che – in qualche modo – contenesse dei richiami "classici" al gotico, che per noi presenta ancor oggi fortissimi elementi di fascinazione: il Gargoyle ci è sembrato adatto, anche perché "strizza l’occhio" agli appassionati in modo diretto.

3)Quale ritiene sia il punto di forza della Gargoyle Books?

Sicuramente la ricerca della qualità: il principale limite del nostro genere preferito è costituto dal fatto che ad una produzione vastissima fa riscontro molto spesso una qualità di tipo "B" o peggio. Alla base delle nostre scelte c’è invece una ricerca svolta con passione, leggendo e visionando decine di titoli prima di sceglierne uno. Ma, pur non vergognandoci affatto di operare nell’ambito di un "genere", abbiamo l’orgoglio di poter affermare che i titoli che pubblicheremo vivono una loro dignità letteraria assoluta.

4)A nostro parere, la nascita della Gargoyle Books rappresenta la risposta concreta e una clamorosa smentita a coloro che periodicamente decretano la fine del libro e della magia che questo oggetto racchiude. Naturalmente non le chiediamo se si trova d’accordo con questa teoria, ma secondo lei cosa può rendere ancora così attuale uno strumento antico come "il libro" in un mondo frenetico e governato dal digitale come quello contemporaneo?

Lei ha usato molto opportunamente il termine "magia". Il libro è davvero un oggetto magico, capace di regalare emozioni irripetibili, di liberare la fantasia, di evocare ricordi, atmosfere, immagini. Un libro puoi toccarlo, accarezzarlo, annusarvi l’odore della stampa fresca o della polvere del tempo; divorarlo tutto d’un fiato, lasciarlo e riprenderlo a piacimento, maltrattarlo con orecchie e sottolineature o venerarlo come un oggetto di culto e collezionarlo; adoperarlo come semplce complemento d’arredo per abbellire gli scaffali d’una libreria o tenerlo sul comodino del tuo letto, stabilendo un rapporto "intimo", fatto di riletture, di meditazioni, di chiose. E’ un oggetto, solo in apparenza inanimato, che può tenerti la stessa compagnia d’un vecchio amico e con cui puoi perfino addormentarti più sereno.
Pubblicare libri oggi è sicuramente una sfida, ma vale la pena d’essere vissuta fino in fondo, e chissà che la forte capacità attrattiva dell’horror non riesca ad avvicinare alla lettura anche le nuove generazioni...

5)Torniamo alla Gargoyle. Come verranno strutturate le vostre uscite letterarie per questo 2005, il vostro anno d’esordio?

Partiremo con molta prudenza per verificare le reazioni del mercato. Abbiamo in programma da qui a dicembre 8 uscite, tutte in edizione rilegata. L’anno prossimo pensiamo di stabilizzarci su una quindicina di titoli e di affiancare una collana di paperback alla linea principale.

6)Quale criterio state utilizzando per la scelta degli Autori da presentare nel mercato Italiano?

Cerchiamo di dosare gli ingredienti di un mix che possa attrarre fasce differenziate di pubblico. Alterneremo, quindi, romanzi di orrore contemporaneo (RIVERWATCH di Joe Nassise, DAL PROFONDO DELLE TENEBRE di Michael Laimo) a storie di passione ed avventura (la saga del vampiro Saint-Germain creata da Chelsea Quinn Yarbro, che inizia con lo splendido HOTEL TRANSILVANIA); opere di maestri dell’horror come Robert McCammon (HANNO SETE) e di nuovi autori come John Passarella (WITHER, vincitore del prestigioso Bram Stoker Award). E infine presenteremo i lavori di scrittori segnalatici dalla Horror Writers Association – cui la Gargoyle è affiliata – tra i più interessanti delle nuove generazioni (Caitlin Kiernan con il suo delirante THRESHOLD e Chris Golden con la saga vampirica DI SANTI E D’OMBRE).
Per l’anno prossimo abbiamo in serbo molte altre soprese e non escludiamo di uscire dall’ambito anglo-sassone per presentare autori di altri Paesi, forse anche qualche italiano.

7)Quando si pensa all’Horror Letterario, emergono immediatamente i nomi di Grandi penne come quella di Stephen King, Clive Barker o Dean Koontz. Eppure ci sono molti altri Romanzieri di successo che però qui in Italia risultano pressoché sconosciuti. Quali potrebbero essere per lei le motivazioni di questa grave mancanza?

Gli autori che lei nomina sono tutti pubblicati dalle più importanti tra le nostre case editrici, vere "major" dell’editoria, per le quali è molto più semplice "mungere" un autore affermato – anche quando la sua qualità va inesorabilmente scadendo – piuttosto che rischiare su nomi nuovi. La logica, purtroppo, è sempre quella del box-office.

8)Come avviene l’adattamento di un testo straniero per il nostro pubblico? Immaginiamo che non sia solo una semplice traduzione…

La traduzione è un punto estremamente delicato nel lavoro di un editore e molto spesso viene trascurata, vuoi per ragioni di tempo che per cercare di contenere i costi. Ci è capitato di leggere un romanzo in cui si parlava di vampiri e si affermava che una delle vittime del "bacio rosso", ricoverata in una clinica "...ormai non si alimentava quasi più e mandava giù solo qualche boccone di carne rara...", dove l’inglese "rare" – al sangue – veniva tradotto maccheronicamente e faceva pensare ad un’eroina capricciosa che accettava soltanto cigno o struzzo. Noi leggiamo personalmente tutto quello che i traduttori ci sottopongono e spendiamo una "cifra" – almeno per i nostri budget - in revisioni e adattamenti. Ma alcuni dei bravissimi traduttori che stiamo utilizzando mi raccontano di editori che pubblicano il testo così come arriva e, in un caso, assemblano una traduzione commissionando diversi capitoli di prova (gratuiti) a traduttori in cerca di lavoro.

9)L’Underground letterario Italiano brulica di nuovi Autori di talento in cerca di qualche Editore che possa credere nelle loro capacità. La Gargoyle si sta già muovendo da questo punto di vista?

Stiamo ricevendo già molte segnalazioni da parte di autori italiani (ma anche stranieri, e qualche volta molto famosi) che desiderano proporre le loro opere. Cerchiamo di rispondere a tutti e ci sobbarchiamo con piacere alla lettura. Avvertiamo, però, che l’unico parametro di scelta è quello qualitativo e che il gusto personale di chi legge è giudice severo, assoluto e...inappellabile.

10)Cinema e Letteratura: due mondi in apparenza così differenti anche in termini di fruibilità, eppure così legati tra loro, soprattutto in questi anni di scarsa creatività sul grande schermo. Ormai infatti le trasposizioni cinematografiche di Romanzi di successo sono una consuetudine. Credete che questo fattore abbia però contribuito da parte sua a tenere viva la Magia del libro?

Sicuramente il cinema, che da un lato ha contribuito al calo verticale della lettura, può in qualche caso aiutare ad "attizzare" l’interesse verso un’opera o un autore. Citiamo – tra tutti – Philip K. Dick, riscoperto e portato sugli altari dopo Blade Runner e Minority Report; o il Dracula di Bram Stoker, pubblicato addirittura nella stessa settimana da Corriere della Sera e Repubblica in allegato ai rispettivi quotidiani, che credo ben pochi avessero letto prima del film di Coppola. Credo però che si tratti di eccezioni e che il cinema possa al limite indirizzare l’interesse verso un genere – come nel caso dell’horror, o almeno lo spero – piuttosto che in generale verso l’editoria cartacea.

11)Ci può rivelare qualche indiscrezione in esclusiva su un vostro progetto di futura realizzazione?

Il nostro marchio, nei prossimi mesi, contrassegnerà anche i prodotti di una distribuzione video – La GARGOYLE VIDEO, appunto – che opererà con la medesima specializzazione, presentando sia titoli inediti che classici del cinema horror. Ci auguriamo che la presumibile maggior diffusione dei DVD possa servire a consolidare e a sviluppare l’immagine di Gargoyle come "fornitore di fiducia per tutto quanto fa horror".


12)Ipotizziamo di aver svolto questa piacevole intervista in un piccolo teatro, davanti al pubblico dello Splatter Container: in che modo li saluterebbe?

Con la domanda-sfida che costuisce il payoff della nostra casa Edirice: AVETE PAURA DEL BUIO?

 

CREDITS
Intervista realizzata da Actarus
Si ringrazia l'Editore e i Responsabili dell'Ufficio Stampa per la disponibilità ed il materiale messo a disposizione. Per ulteriori informazioni vi rimandiamo al Sito Ufficiale.

 

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