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L'Estate Fredda...magari!!! Sarebbe un sogno in questo Agosto infernale; sarei disposto anche a fracassare qualche testa di zombie pur di sguazzare in un clima meno torrido. Vvvabbeh, mettiamo da parte queste considerazioni meteorologiche e presentiamo invece un'intervista molto interessante che Alberto Genovese ed io abbiamo realizzato a Claudio Tacchi e Carlo Diamantini, rispettivamente regista e responsabile degli special fx e make up de L'Estate Fredda (QUI la recensione). Oltre ad augurarvi come sempre una Buona Lettura, vi segnalo che tra una domanda e l'altra avete modo di vedervi non solo il cortometraggio, ma anche i vari filmati relativi al Backstage. Actarus SC - Nel tuo film appaiono evidenti riferimenti a George Romero e Peter Jackson. A quali altri maestri horror ti senti più legato? CT - Sono un grande fan di John
Carpenter, credo che sia uno dei pochi ad aver mantenuto sempre alto il
livello delle sue produzioni, diciamo che fino a Il
Seme della Follia non ha sbagliato un film. Poi sicuramente Raimi,
soprattutto tecnicamente. Mi piace molto come riesce a far divertire con
la macchina da presa oltre che con la sceneggiatura. SC - Si può definire L'Estate Fredda la tua opera prima oppure hai realizzato in precedenza altri lavori? CT - In realtà ci sono stati altri esperimenti in passato ma sento di considerare L'Estate Fredda come la mia prima opera in assoluto.
SC - Il film è praticamente girato senza dialoghi: una semplice scelta artistica oppure si tratta di un escamotage di cui ti sei servito per sopperire alla mancanza di mezzi di cui disponevi? CT - La scelta di omettere i dialoghi è stata considerata da subito. Nè a me nè a Pierluigi Siena piaceva l'idea del dialogo interiore o del monologo in un'ambientazione come quella del corto, avrebbe distolto attenzione e allentato la tensione. SC - Il trucco degli zombi è particolarmente efficace e contribuisce ad aggiungere punti alla confezione finale del prodotto. Merito di Carlo Diamantini, già collaboratore di Sergio Stivaletti. Come vi siete conosciuti? CT - Ci incontrammo per caso circa
15 anni fa, ci presentarono e nacque l'amicizia. La mia grande fortuna
è stata che Carlo è una persona propositiva, serio e professionale,
anche se il regista è un amico e la produzione...non esiste! SC - Quali sono le sensazioni che volevi trasmettere ne L'Estate Fredda? CT - Abbiamo cercato di sottolineare l'aspetto di disagio che ha il protagonista nell'essere nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Il nostro lavoro con la sceneggiatura è stato semplicemante quello di immedesimarci in una situazione "alla Romero", ma di essere completamente da soli ed all'aperto. Quando si è da soli in una situazione di pericolo ogni problema può sembrare il doppio più difficile da risolvere. La semplice mancanza di carburante ci sembrava la scusa ideale e così abbiamo infilato il nostro protagonista nella situazione e poi, sadicamente, abbiamo deciso cosa poteva accadergli. SC - Frank Cinzano…ma come vi è venuto in mente questo nome? CT - Il nome venne in mente a Francesco Lemma (il protagonista) durante un giorno di ripresa particolarmente rilassato. Dovevamo girare solo un pò di camminate nella campagna e lui era particolarmente in forma. Così tra una risata e una ripresa s'immedesimò in questo personaggio da lui inventato, un attore romano fallito di nome Frank Cinzano. Lo stesso giorno girammo anche l'intervista che devo avere da qualche parte. SC - Quanto sono durate le riprese? CT - Circa un mese. SC - Parlaci del resto del cast, ovvero il povero malcapitato sempre a caccia di carburante e i cari famelici zombi. CT - Con Francesco Lemma ci si
conosce da un sacco di tempo, la scelta è caduta su di lui perché
volevamo il classico antieroe alla Ash e lui era perfetto! Devo dire che
come prima interpretazione ufficiale se l'è cavata bene. SC - Carlo, quali fra le creature realizzate per L'Estate Fredda ti sono sembrate le più riuscite, soprattutto dopo aver visionato il cortometraggio? CD - Personalmente, quella che preferisco è la creatura del grano. Sia per difficoltà di realizzazione che per riuscita visiva, probabilmente molti non saranno d'accordo con me (comunque per meglio giudicare guardatevi il making of). Non che le altre non mi piacciano sia chiaro. Subito dopo metto lo zombie strisciante, che sicuramente fa il suo effetto soprattutto su soggetti impressionabili, quindi mi dà molte soddisfazioni. Ma in fondo è sempre una questione di gusti, l'importante è che funzionino e piacciano al pubblico. Per quanto mi riguarda sono tutti miei figli e voglio loro bene in egual misura! SC - Sono i tuoi primi morti viventi su pellicola oppure hai già avuto modo di crearne per altri progetti? CD - Figuriamoci! Gli zombie sono una costante per chi fa il mio lavoro, capita continuamente di realizzarne, la difficoltà maggiore è riuscire a creare qualcosa di nuovo. Dato che ormai si è già visto tutto. Tra le decine che ho realizzato partendo dai primissimi esperimenti si va dal video clip dei Cheap Wine Dead City a I Tre Volti del Terrore di Stivaletti. E chissà quanti altri ne farò. Magari un'Estate Fredda 2! SC - Hai avuto delle difficoltà dovute alla carenza di budget, magari idee che non sei riuscito a concretizzare? CD - Beh certamente con un budget alto si può osare molto di più sia per numero di creature che per idee più complesse, come: zombie molto putrefatti seminudi, che richiedono molto lavoro e materiali, oppure cadaveri di vario tipo. Comunque in questo caso penso sia andata bene così. Poi spesso (e molti non lo capiscono) oltre un problema di soldi, è il tempo che manca molto, dato che pochi sanno quanto lavoro c’è dietro queste cose, facendo si che anche in mani esperte il lavoro possa risultare mediocre. SC - La stessa domanda la giro a Claudio. Se avessi avuto un budget superiore avresti aggiunto qualcosa a L'Estate Fredda? CT - Assolutamente si! Molte cose sono state modificate proporzionalmente al budget. Della scena che mi pento di più di non essere riuscito a girare era un campo lunghissimo all'inizio, appena dopo che il personaggio schiaccia l'acceleratore per scappare dallo zombi. Era una ripresa dall'alto e doveva mostrare il campo di grano con enormi macchie di sangue e resti umani, come se ci fossero stati dei banchetti di zombi e mentre la macchina si allontanava alzando polvere, lo zombi si gettava su i resti. SC - Avete già per caso in mente un seguito de L'Estate Fredda? O addirittura una saga? CT - Tutto è possibile!
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