|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Antonio Margheriti ha esordito nel mondo del cinema con numerose pellicole fantascientifiche, peplum e avventurosi in generale; che ricordi aveva di quel periodo? R:
Mio padre ha sempre molto amato il genere avventuroso ed i film d’azione,
in special modo la fantascienza, di cui era un vero appassionato. Ricordava
con una certa nostalgia i vecchi tempi, in cui il mercato gli consentì
di realizzare dei film che lo divertivano, anche se fatti in un’epoca
in cui la tecnica ed i mezzi a disposizione degli autori del Genere Horror
e Fantascienza erano quasi inesistenti. Antonio è stato un vero
pioniere nel settore, insieme a pochi altri registi, e fu costretto letteralmente
ad inventare ogni piccolo trucco ed effetto speciale necessario per i
suoi film. A volte mi raccontava di aver passato notti insonni alla ricerca
della soluzione per realizzare dei trucchi che aveva in mente, e una volta
trovata la soluzione magari scopriva che quel tipo di effetto esisteva
già ed aveva perfino un nome, datogli dal suo creatore anni prima.
R: Antonio è sempre stato un grande amante dei fumetti, in quel periodo andavano per la maggiore i fumetti di Flash Gordon e delle sue mirabolanti avventure, inoltre gli anni 50’ & 60’ sono stati il periodo d’oro della narrativa fantascientifica con i romanzi Urania che si potevano comprare in edicola. Inoltre dai mercati anglosassoni e americani era in pieno boom la produzione di film fantascientifici ispirati dalla minaccia nucleare e dai primi esperimenti di viaggi spaziali. La minaccia aliena era di gran voga in quegli anni, e mio padre ne approfittò per aprire un nuovo genere di produzione italiana in un periodo in cui si facevano solo commedie, film musicali o impegnati, e vinse la sua scommessa, imponendosi non solo sul mercato nazionale, ma anche in quello statunitense, dove la nostra fantasia era competitiva con i loro imponenti mezzi finanziari. R: Per quanto Antonio abbia realizzato i suoi capolavori con dei film di genere Horror-Gotico e Thriller, non amava molto i gialli ed i film di paura (pur essendo molto abile nel creare situazioni ed atmosfere angoscianti) ovviamente preferiva i film d’azione ed avventura, ricchi di effetti speciali ed esplosioni, ed il Western più si avvicinava a quel tipo di spettacolo che prediligeva.
R:
Il rapporto più amichevole senz’altro con Lee Van Cleef,
che del resto era una persona molto cordiale ed affabile, Antonio lo frequentava
anche al di fuori del lavoro, ogni volta che si trovava negli Stati Uniti,
gli andava a fare visita nel suo ranch in California. Il peggior rapporto
probabilmente con Klaus Kinski con cui era impossibile lavorare, ma il
suo “genio” nel modo di recitare lo affascinava, infatti fece
con lui diversi film sopportando le sue pazzie e tenendolo a freno con
fatica. Nei primi anni 70 ha collaborato con un personaggio importante come Andy Wahrol in due film: Il Mostro è in tavola barone Frankenstein e Dracula Cerca Sangue di Vergine e Morì di Sete!, diretti entrambi da Paul Morrissey. Che ruolo ricoprì in queste due pellicole? R: Antonio venne contattato da Carlo Ponti per effettuare una co-regia tecnica dei due artisti pop oltre a realizzare i complessi trucchi del primo dei due film che era girato in 3D con un sistema innovativo di lenti polarizzate, con cui Antonio aveva gia avuto a che fare e che conosceva bene. Nel primo film girò anche molte sequenze, come tutte quelle dei due bambini nel laboratorio per fare da “collante” con le scene oniriche e deliranti del mostro e del suo creatore.
R:
come ho già detto in precedenza, ad Antonio non piacevano le scene
estremamente violente, non amava il colore del sangue (tanto che preferiva
il bianco e nero al colore per i film Horror) e cercava di colpire lo
spettatore con sensazioni forti ed emozionanti, invece di disgustarlo
o spaventarlo con il ribrezzo. Raramente abbiamo usato schizzi di sangue,
ferite macabre o animali repellenti, come ragni, vermi ed altre schifezze.
I nostri film, nelle scene d’azione ti portavano a guardare con
attenzione tutti i dettagli per godere della scena, invece di farti chiudere
gli occhi o distogliere lo sguardo.
R: Ogni film è un poco come un figlio, una creatura che concepisci dal nulla, ed ognuno ha i suoi pregi ed i suoi difetti. Non è possibile e non è giusto dire che ce ne sia uno preferito agli altri. Comunque, dei titoli che mi hai fatto Alien degli abissi è quello che indubbiamente lo ha soddisfatto meno, mentre Killer fish gli piaceva ma ha avuto molti problemi durante la realizzazione e non ne aveva un buono ricordo. La Morte negli occhi del gatto lo ricordava con amore per avervi utilizzato il suo gatto. Antonio amava molto gli animali.
R: Ottimo, anche se non hanno collaborato in molti film, sono sempre stati in contatto considerandosi più amici che collaboratori.
R:
L’unico tra i due definibile Gore è Apocalypse domani, l’altro
è un film più orientato verso il dramma avventuroso con
lo sfondo della guerra del Vietnam, c’è del sangue ed alcune
scene forti come la gabbia con i topi, ma sono scene più pensate
per rendere l’idea del crudo realismo della guerra che non per sconvolgere
o disgustare gli spettatori.
R: L’idea del film non fu di Antonio come spesso accadeva in passato, ma del produttore (che lo firmò anche come sceneggiatore) Filiberto Bandini. La scelta del regista cadde su Antonio per la sua grande abilità con i modellini e con gli effetti speciali. Forse Indio 2 venne concepito da Antonio e Bandini insieme, per produrre un film che godesse del successo del suo predecessore.
R: Senza dubbio da Sergio Leone, suo buon amico, per cui realizzò nel film Giù la testa, l’imponente sequenza di effetti speciali dell’esplosione del treno militare carico di soldati messicani. Una sequenza ancora oggi spettacolare. Ma si divertì anche a girare tutte le sequenze nello spazio con le astronavi per il film “L’Umanoide” di Aldo Lado.
R: Un periodo disgraziato per la nostra cinematografia in genere, non solo per la produzione di Antonio. Il genere Azione – Avventuroso che si bloccò per la chiusura del mercato estero, non più interessato alle nostre produzioni del genere, ed alla crisi del settore derivata dai network televisivi che non volevano più operare pre-acquisizioni dei nostri film. Ma soprattutto la sua inoperosità derivò dal fatto che i pochi produttori e distributori rimasti in attività prediligevano film di bassissimo costo con giovani autori, più facilmente manovrabili, o con registi di nicchia protetti dalla critica o da altri santi in paradiso. Non solo Antonio subì un lungo fermo, ma altri ottimi registi e tecnici del suo calibro si trovarono ad affrontare molti anni di inoperosità. C’è qualche film che avrebbe rifatto volentieri oppure qualche progetto mai realizzato che avrebbe voluto portare alla luce? R: Un Danza Macabra in versione fantascienza lo avrebbe divertito molto, ne parlò per un breve periodo negli anni 80’. I Film mai portati alla luce sono decine, I fantascienza ispirato ad “Ombre Rosse” di cui ho parlato prima; “Cayenna” un film tratto da un famoso fumetto; “Il Mercenario” un fantasy tratto dal fumetto di Segrelles; Un film su delle donne Corsaro nei mari dei carabi; fino a due film “Fantasy” scritti da me che gli piacevano moltissimo e che provammo a lungo a mettere in piedi ma senza riuscirvi.
R: Dalla Metro International, coproduttore per l’America di “Spacemen” che Antonio firmò con lo pseudonimo di Anthony Daisies - daisy in inglese significa margherita ma al tempo stesso veniva usato per indicare persone gay, per cui dalla società americana arrivò un telex con la seguente spiegazione e la domanda “Dawson it’s ok?” – Antonio acconsentì e da quel giorno usò sempre lo stesso pseudo, aggiungendovi una M. (da Margheriti) per distinguersi dall’omonimo attore britannico.
R:
Mi limiterò a raccontarlo come uomo e come compagno di lavoro,
(i miei genitori si erano separati quando io avevo meno di un anno, per
cui come padre lo conoscevo poco. Ho cominciato a frequentarlo da grandicello
e poi assiduamente per lavoro)
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Contattaci | Collabora | Area Redazione | Dicono di noi | Fatti Conoscere Copyright © SPLATTERCONTAINER di Marco Viola Created by ACTARUS Vietata la riproduzione anche parziale Risoluzione Consigliata 1024*768 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||