|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
TOD BROWNING (1882 – 1962) Biografia
Da
sinistra, un primo piano di Tod Browning, il regista in compagnia dei
"freaks" e con Lon Chaney
In pochi mesi dirigerà numerosissimi cortometraggi, perlopiù di stampo brillante, ma la sua vera dimensione la trova nel dramma: i suoi primi lungometraggi sono tutti accolti calorosamente dalla esigua critica del periodo. Si fa stimare anche come soggettista, lavoro che gli permette ancor di più di sperimentare le sue ossessioni per emarginati e diversi in genere, focalizzando il loro rapporto con la società. Il cinema così detto dell’orrore, sembra essergli particolarmente congeniale, perfetto contenitore ed amplificatore delle sue morbose e contorte ossessioni. Comincia una straordinaria ascesa fatta di notevoli successi: il nome di Browning è sulla bocca di tutti, grazie anche ad un'astuta promozione dei suoi lavori ad opera del fido produttore ed amico Irving Thalbert, della Universal. Browing manifesta appieno tutte le sue doti, soprattutto quando ha la possibilità di mettere le mani su soggetto e sceneggiatura, oltre che sulla regia. Sarà proprio lui, tra l’altro, il responsabile del lancio di una grande star del cinema (horror in particolare) di tutti i tempi: Lon Chaney. Il sodalizio tra i due si interromperà solo con la morte dell’attore nel 1930, per cancro. Il famosissimo Dracula (1931) doveva avere Chaney nella parte del vampiro; Bela Lugosi fu un rimpiazzo nemmeno troppo gradito al regista americano. La carriera di Browning subisce un paradossale crollo proprio con l’uscita del suo più importante (ed impressionante) film: il sopracitato Freaks.
La
locandina ufficiale di Dracula, il suo eccezionale interprete Bela Lugosi,
ed il primo piano di Lon Chaney
La mentalità dell’epoca non era preparata ad un'opera così avanzata dal punto di vista concettuale e visivo. Nulla è peggio di un orrore reale, e soprattutto nulla è peggio dell’orrore della diffidenza e del razzismo nei confronti di chi non è come noi. Il film fu severamente stroncato dai critici, che lo definirono nauseante, grottesco e troppo orripilante. Nelle sale fu un fiasco; la gente andava via spesso inorridita e disturbata mentre la censura lo tagliò invasivamente, snaturandolo dei suoi connotati caratterizzanti, rendendolo così un più potabile alle masse e simile ad un normale horror. Per Browing fu una pesante sconfitta: la sua credibilità cominciava a svanire sia per i produttori che per il pubblico, e la morte dell’amico/mentore Thalberg di certo non rallentò il crollo. L’ultimo film che gli fu dato modo di girare fu quel Miracoli in vendita (Miracles for sales, 1939) così interessante ma, anch’esso, così maltrattato nel montaggio a causa di un problema con una associazione di maghi e prestigiatori. Browing è stanco e sfiduciato: la MGM (casa di produzione per la quale aveva girato Miracoli in vendita) non gli da più credito e lo vorrebbe relegare in ruoli di terz’ordine, lontano dalla macchine da presa. Nel 1942 il regista americano decide definitivamente di ritirarsi dalle scene. I suoi giorni sono tutti uguali: quasi del tutto dimenticato da critica e pubblico, si gode i frutti del suo brillante lavoro con una malcelata pena nel cuore. Muore il 5 ottobre del 1962 per un tumore, proprio quando la patinata Hollywood del periodo cominciava a rivalutare un cinema originale, sovversivo e scioccante come il suo.
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Contattaci | Collabora | Area Redazione | Dicono di noi | Fatti Conoscere Copyright © SPLATTERCONTAINER di Marco Viola Created by ACTARUS Vietata la riproduzione anche parziale Risoluzione Consigliata 1024*768 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||