|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Lo
stile, le opere
Il
Mostro di Frankenstein, nella terza foto con il regista James Whale
Da molti considerato addirittura migliore del suo predecessore, La moglie di Frankenstein (The Bride of Frankenstein, 1935) è obbiettivamente uno dei più grandi film fantastici di tutti i tempi. Sembra quasi che stavolta Whale sia riuscito a maturare ancor di più le incredibili qualità che aveva creato nel primo capitolo. Henry Frankenstein, soggiogato dal malefico Dott. Praetorius, decide di creare una nuova creatura (stavolta di sesso femminile), da dare come sposa alla prima. La fotografia è da premio Oscar, ed i contenuti non sono da meno. Il mostro viene qui visto nel suo anelito di “umanizzazione”: scopre i piaceri del cibo, fuma, impara quasi a parlare ed a farsi accettare dagli altri, vive il profondo dramma di incomunicabilità e di rifiuto con la sua nuova sposa. Anche quest’ultima lascia un indelebile segno nella storia del cinema: la sequenza in cui Elsa Lanchester (nella parte della sposa del mostro) urla terrorizzata alla vista del suo ipotetico partner, è da antologia. Un film completo sia sul piano visivo che dei contenuti. Da non trascurare in entrambi i film (ed in quasi tutta l’opera whaliana) la velata ed elegante vena di humor nero, tipicamente inglese. Un altro interessantissimo film è "La vecchia casa buia" (The Old Dark House, 1932) che vede come protagonisti due grandi attori inglesi: Boris Karloff e Charles Loughton. Spesso sottovalutato, è in realtà l’ennesima icona del gotico anni 30’, con i suoi giganteschi e tenebrosi ambienti, i suggestivi tocchi impressionistici e la straordinaria tensione che Whale riesce a creare nello spettatore in un continuo gioco di elementi suggeriti ma non svelati. Terrore sopraffino quello dell’oscura famiglia Femm, protagonista di questa storia di follia e morte. L'uomo invisibile (The Invisible Man, 1933), tratto dallo stupendo romanzo di Wells, fu girato con i migliori effetti speciali del cinema dell'epoca. In effetti il livello di realismo raggiunto per l’invisibilità fa davvero gridare al miracolo, soprattutto se si pensa al periodo in cui sono stati realizzati. Bravissimo Claude Rains nella parte dello scienziato sopraffatto dalla sua scoperta, tanto da perdere totalmente il controllo di se stesso e votarsi definitivamente al crimine. Il film rappresenta una delle prime grandi riflessioni sul tema del delirio di onnipotenza, che ha dato poi tanta linfa a tutto il cinema successivo. Geniale Whale nella sua concezione di uomo invisibile con la testa tutta fasciata da bende, gli occhiali neri da saldatore; memorabile e struggente la sequenza finale. Un altro grande mito del cinema fantastico è nato. James
Whale è l’unico regista in grado di contendere il posto di
grande “padre” del cinema fantastico a Tod Browning. Se questi
due giganti della macchina da presa sono stilisticamente molto diversi,
lo stesso non si può dire della immensa caratura artistica che
li contraddistingue. Forse non è un caso che Frankenstein e Dracula
siano usciti in contemporanea, scrivendo definitivamente la storia dell’horror.
Non è possibile fare un confronto, è solo possibile apprezzarne
i capolavori che entrambi ci hanno regalato. Probabilmente Whale se ne
è andato senza essersi mai reso conto di aver costruito delle insostituibili
fondamenta del fantastico, di aver creato degli archetipi immortali con
il suo animo sensibile e la sua sofisticata ed ombrosa personalità.
Chissà, forse attorno alla piscina dove fu trovato il suo corpo
senza vita, James non era proprio solo: La creatura di Frankenstein, con
la sua goffa andatura, la sua sposa dalla ciocca di capelli bianchi, l’uomo
invisibile avvolto nelle sue bende…alcuni dei più famosi
“mostri” del cinema del terrore piangono la morte del loro
padre.
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Contattaci | Collabora | Area Redazione | Dicono di noi | Fatti Conoscere Copyright © SPLATTERCONTAINER di Marco Viola Created by ACTARUS Vietata la riproduzione anche parziale Risoluzione Consigliata 1024*768 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||