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JAMES WHALE (1893 – 1957)

Biografia
Nasce a Dudley in Inghilterra, il 22 luglio del 1893. Si sa poco della sua infanzia, la sua è una famiglia operaia abbastanza povera, il giovane James sembra già un ragazzo schivo e solitario. Inizia la sua carriera come disegnatore satirico per alcune riviste pulp dei primi del 900’: ha infatti un notevole talento nelle arti grafiche. Combatte valorosamente nella prima guerra mondiale, viene fatto prigioniero dai tedeschi e liberato con l'armistizio. A questo punto il lavoro di semplice disegnatore comincia a stargli stretto: il teatro sembra un mezzo di comunicazione artistica molto affascinante, così Whale riesce a lavorare a Londra come attore e decoratore scenografo.

Alcune immagini del regista

In seguito diviene regista e alcuni suoi lavori particolarmente azzardati sono notati a Broadway: è il momento del contratto con la Paramount. Già dal suo primo film, Journey's End (1930), sono piuttosto evidenti le sue connotazioni stilistico-espressive. L'anno dopo Whale gira "La donna che non deve amare" (Waterloo Bridge), film importante che in seguito annoverò ben due remakes. La personalità whaliana si comincia a delineare sempre più nel suo approccio al cinema: grande raffinatezza ed eleganza visiva, ottimo controllo delle tensioni e del plot narrativo, interessanti scorci fotografici con inquadrature decisamente all’avanguardia per l’epoca. Tutte caratteristiche che emergeranno prepotentemente nello straceleberrimo Frankenstein (1931), probabilmente la sua opera più famosa. Seguono una pioggia di capolavori che lo consacrano sulle più alte vette hollywoodiane, proprio lui così inglese nei modi e nella mentalità: La vecchia casa buia (The Old Dark House, 1932), il famosissimo L'uomo invisibile(The Invisible Man, 1933) dal romanzo di H. G. Wells. Pochi anni dopo è la volta di La moglie di Frankenstein (The Bride of Frankenstein, 1935) straordinario seguito di Frankenstein, uno dei rari casi nella storia del cinema di un secondo capitolo sicuramente non inferiore al suo predecessore. I generi horror e fantastico sembrano i più consoni a Whale, ma le produzioni gli imposero di adattarsi a lavori di altro genere, realizzando comunque ottimi film, come La canzone di Magnolia (Show Boat, 1936) e l’avventuroso La maschera di Ferro (The Man in the Iron Mask, 1939), tratto dal racconto di Dumas.

Ma lo star system hollywoodiano non è proprio l’ideale per un animo così introverso e riservato come quello di Whale; l'aura di aristocratico britannico che da anni si era costruita attorno era per lui troppo importante, nonostante le sue umili origini. La sua omosessualità cominciava ad essere un problema per l’ipocrita perbenismo americano dell’epoca. Si ritirò dalle scene inaspettatamente quando non aveva ancora 50 anni, per dedicarsi alla sua passione giovanile, la pittura. Il suo atteggiamento sempre così rinunziatario gli creò anche parecchi problemi con i produttori, che si rendevano comunque conto della notevole perdita artistica. Oramai gli unici rapporti con il mondo esterno erano concessi da party per soli uomini organizzati nella sua villa di Pacific Palisades, zona elegante di Los Angeles. Alcuni dolori, tra i quali la separazione dal suo amante David Lewis lo provarono profondamente sul piano psicologico. Il 29 Maggio 1957 il suo cadavere fu rinvenuto nella piscina della sua villa: la sua morte è ammantata di mistero. Ufficialmente si tratta di suicidio per annegamento (Whale aveva paura dell’acqua), ma un’ altra versione parla di morte per arma da fuoco; se così fosse non fu mai trovato né assassino né movente. Una vita per l’arte, nel silenzio del suo aristocratico intellettualismo, producendo pietre miliari del cinema del terrore. Una morte solitaria e misteriosa. Solo un biglietto ai piedi della sua piscina: “Il futuro è solo vecchiaia e dolore…devo avere pace e questo è l’unico modo”.

 

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